L'iniziativa
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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. Nel capoluogo abruzzese è aperto il dibattito sui 24 richiedenti immigrati pachistani e afgani che richiedono asilo e stanno dormendo all'addiaccio. Paolo "Pierino" Giorgi della Fraterna Tau ha chiesto di ospitarli nella chiesa di San Bernardino in Piazza d'Armi, plesso religioso costruito subito dopo il terremoto del 2009. ma l'assessore comunale all'Urbanistica, Francesco De Santis è contrario, perché «la chiesa non può diventare dormitorio e poi pende sulla struttura religiosa un’ordinanza di demolizione che, nel più breve tempo possibile».
Volontariato
Nel frattempo un gruppo di cittadini ha dato appuntamento, stasera, 7 gennaio alle 20, davanti alla chiesa di San Bernardino, in piazza d'Armi, per offrire agli immigrati, arrivati all'Aquild dalla rotta Balcanica, indumenti, generi alimentari e coperte. Intanto Giorgi ha proposto che i 24 afghani e pachistani possono essere ospitati nella parte agibile della struttura religiosa, che ospita la Mensa dei poveri, e che non è gravata dall'ordinanza di demolizione.
Un tetto
Nonostante i pareri contrari del Comune dell'Aquila, stanotte i 24 immigrati avranno un tetto sulla testa. La sala riunione della Mensa di Celestino, che è agibile e non rientra nel piano di demolizione della chiesa in legno, è stata allestita come dormitorio. Dovrebbe essere l'ultima notte che il gruppo di pachistani e afghani trascorreranno all'Aquila, perché pare domani, 8 gennaio, dovrebbero essere trasferiti dalle autorità competenti in Calabria. Comunque il problema non si può dire risolto, visto che sono previsti altri arrivi di immigrati, sempre pachistani e afghani, dalla rotta Balcanica.