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All’Aquila la tradizione va “sotto processo”: torna Il Pianeta Maldicenza nell’anno della cultura

Ecco il primo evento nel capoluogo abruzzese nell'anno di L'Aquila Capitale della cultura 2026

All’Aquila la tradizione va “sotto processo”: torna Il Pianeta Maldicenza nell’anno della cultura
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. Avrà il gusto vivace della maldicenza, il primo evento di divulgazione e spettacoli organizzato all’Aquila nell’anno della cultura, a ridosso dell’inaugurazione dell’anno da Capitale italiana 2026. E per l’occasione, la tradizione aquilana si mette “sotto processo”, scherzosamente ma non troppo.

Il programma

Dal 15 gennaio e per una settimana intera torna, infatti, per la ventunesima edizione, “Il Pianeta Maldicenza”, festival della critica sincera e costruttiva nella tradizione aquilana della Sant’Agnese, patrona laica del “dire il male” che si celebra solo nel capoluogo abruzzese da tempo immemore ogni 21 gennaio. Convegni, approfondimenti, arte, concorsi e spettacoli per parlare liberamente, coraggiosamente e francamente di tutto e di tutti: si “dice il male”, non “si dice male”, in un clima di satira mordace mai pettegola, mai diffamatrice, mai calunniatrice.

L’evento viene organizzato dalla Associazione culturale “Confraternita aquilana devoti di Sant’Agnese” e dal Movimento Agnesino, composto dalle confraternite più strutturate e attive, con il patrocinio del Comune dell’Aquila. Il cartellone è stato presentato nella prestigiosa cornice del Palazzetto dei Nobili nel corso di un incontro con la stampa, alla presenza del presidente dell’Associazione culturale dei “Devoti”, Angelo De Nicola, della presidente di One Group Edizioni Francesca Pompa, del presidente emerito della Confraternita Balla che te passa, Umberto Pilolli e del giornalista e agnesino Demetroo Moretti. A rappresentare l’amministrazione comunale, il vicesindaco Raffaele Daniele.

Ricco il programma che prenderà il via con la prima giornata, giovedì 15 gennaio alle 14.30 presso il Centro congressi “Zordan” dell’Università degli Studi dell’Aquila, con il Convegno internazionale di geolinguistica, dialettologia e digitalizzazione intitolato “Il dialetto come presidio dell’identità civica”. Il professor Francesco Avolio, docente del dipartimento di Scienze Umane dell’Ateneo aquilano, e organizzatore del convegno, presenterà, assieme a Giovanni De Gasperis, docente della medesima Università, la nuova versione multimediale dell’Atlante Linguistico ed Etnografico Informatizzato della Conca Aquilana (Aleica): una raccolta di oltre cento carte che illustrano nei dettagli la fortissima variazione dialettale della zona, e che nell’anno della cultura vedrà la luce anche nella versione cartacea più tradizionale.

La seconda giornata, venerdì 16 gennaio, prevede alle 18 e in replica alle 21 all’Auditorium del Parco del Castello lo spettacolo “So’ propitu issi: reesso quissi”. Verranno narrate, in forma di sketch divertenti e graffianti, “Storie e storielle de curtura civica e sociale aquilana”. I testi sono di Liliana Biondi, Umberto Pilolli, Daniela Rosati e Anna Rita Rotili. Con gli autori reciteranno anche Oreste Cordeschi, Claudio Ferroni, Nicola Giuliani e Maura Sergio. Partecipazione musicale di Vincenzo Guglielmi (chitarra), Ilenia Tancredi (chitarra), Mario Dionisio (mandolino) e Mauro Di Carlo (fagotto e cantante).

Sabato 17 il doveroso stop in occasione della cerimonia inaugurale dell’Aquila 2026 alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il “Pianeta Maldicenza” riprende per la sua terza giornata domenica 18 gennaio alle 17.30 presso il centro commerciale “L’Aquilone” con lo spettacolo a ingresso libero del noto comico Vincenzo Olivieri dal titolo “Dalla tradizione alla maldicenza 2.0”. Presentano Francesca Martinelli e Paolo Del Vecchio.

Lunedì 19 gennaio, quarta giornata, uno degli eventi culturali più interessanti. Alle 18, nella location appena restituita alla città di Palazzo Spaventa, in via Bafile, il dibattito “Silenzio e maldicenza. Non sparlare degli altri”, con la presenza di padre Emiliano Antenucci: il rettore del santuario della Madonna del Silenzio di Avezzano condurrà un vero e proprio processo alla tradizione aquilana. La maldicenza potrà contare, dalla sua, su avvocati difensori di tutto rispetto: don Renzo D’Ascenzo, sacerdote, la professoressa Rita Roncone, ordinaria di Psichiatria dell’Università dell’Aquila, e il giornalista e scrittore Angelo De Nicola, presidente dell’associazione culturale “Confraternita aquilana ‘devoti’ di Sant’Agnese”. Modera il giornalista Demetrio Moretti.

Il gran finale sarà proprio nella quinta giornata clou di mercoledì 21 gennaio, quando a cena centinaia di congreghe di amici o colleghi si ritroveranno con i piedi sotto al tavolino per celebrare le annuali elezioni dei più maldicenti. Prima del rito popolare, alle 16, di nuovo all’Auditorium del Parco del Castello, il concorso di pittura “Gli artisti per Sant’Agnese” con le successive premiazioni.

Il finale

Con la conduzione di Vanni Biordi, verrà consegnato il Palio di Sant’Agnese alla congrega abbinata all’opera vincitrice. Verranno, a seguire, attribuiti i premi Agnesino 2026 “Ludovico Nardecchia”, il premio “Luigi Marra”, il premio sezione Giovani “Luciana Cucchiella” e il premio “Franco Villani”. A seguire, a conclusione della ventunesima edizione, la municipalità offrirà a tutti un brindisi caldo preparato dall’Ana - Gruppo Alpini “Michele Iacobucci” dell’Aquila e dolci e salati di Sant’Agnese preparati dal Club Devote di Sant’Agnese e dalla Congrega Amici di Zeppetella di Tornimparte, oltre al Dolce di Sant’Agnese realizzato dagli studenti aquilani dell’Istituto Alberghiero. 

Foto

In occasione dell’intero festival verrà diffusa una artistica cartolina con scatto d’autore del quattordicesimo Concorso fotografico “Ricostruendo”, intitolato ad Amedeo Esposito. La cartolina quest’anno mostra un’immagine del compianto fotografo aquilano Maurizio Pettine, da poco scomparso.

La storia

Il festival “Il Pianeta Maldicenza” viene organizzato fin dal 2004 dal Movimento Agnesino. Precursore a questa unione tra confraternite fu, nel 2002, la Sant’Agnese delle Sant’Agnesi, promossa dalla Confraternita Balla che te passa, che ancora oggi viene celebrata un mese dopo la “festa strana”.

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