Trasporti
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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. Un brindisi con l'acqua. La mattina del 25 dicembre le 52 maestranze dell'Aura Materials si sono dati appuntamento davanti al Tecnopolo d'Abruzzo nel quale si trova il capannone dell'azienda che ricicla e tratta rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, per un simbolo brindisi di auguri.
«È quello che ci possiamo permettere - hanno detto i lavoratori - non abbiamo ricevuto stipendi e ci sono problemi anche per avere la cassa integrazione. Non possiamo andare avanti così. Dobbiamo pagare le fatture dell'energia elettrica e del metano. Alcuni hanno da saldare anche il mutuo».
I sindacati
Davanti ai cancelli sono stati presenti Giampaolo Biondi della Fim Cisl, Michele Paliani della Uilm Uil e Gigliana Di Marco, Rsu Fiom Cgil. L'unico politico presente è stato il consigliere comunale del capoluogo abruzzese, Paolo Romano del gruppo L'Aquila Nuova
«Vogliamo che sia alta l'attenzione su questi lavoratori - ha dichiarato Giampaolo Biondi della Fim Cisl - perché stanno vivendo un Natale amaro e probabilmente anche un Capodanno triste, senza contare tutti i problemi precedenti. Ricordo che non hanno ricevuto gli stipendi, alcuni anche la retribuzione di agosto, la tredicesima e aspettano ancora la cassa integrazione. Ci sono criticità anche per la documentazione della domanda della cassa integrazione straordinaria all'Inps. Brindare con l'acqua è simbolico, ma solo questo si possono permettere ed è il "regalo" che hanno fatto questi signori arrivati dalla Svizzera (Mival Connect, è il nuovo gestore della fabbrica, ndr)».
Pare che la Mival Connect, dopo pochi giorni nel suo ingresso al sito aquilano, avrebbero ipotecato l'immobile. «Alla conferenza dei Capigruppo del Comune abbiamo chiesto di fare i controlli e di vedere se ci sono le condizioni della prelazione del capannone da parte del Comune - ha aggiunto Biondi - perché con la prima gestione dell'Accord Phoenix esisteva l'accordo con il Comune dell'acquisizione dell'immobile se all'apertura venivano assunti 50 dipendenti e in 10 anni 150 persone. E tutto questo non è accaduto».
Michele Paliani ha spiegato che «questa vicenda è molto brutta e mai vista anche perché gli imprenditori sfuggono sempre ed è difficilissimo incontrarli. Evidentemente non parliamo di industria, ma pare che sia solo un'operazione immobiliare finanziaria. Lasciare a braccia conserte 52 lavoratori è la prova. Questo è l'unica azienda in Abruzzo che ricicla e tratta rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In Italia questo è un settore che cresce dall'8% al 10%. Perché qui all'Aquila le cose non vanno?».