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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA - La casa circondariale dell'Aquila, nota anche come "Le Costarelle", perché il sito è in località Costarelle di Preturo, sarà adibito esclusivamente a un Istituto penitenziario per ospitare i detenuti al regime di 41 bis.
Va ricordato che i reclusi al 41 bis sono persone condannate o imputate per reati gravi (mafia o terrorismo) sottoposte a un regime carcerario speciale di massimo isolamento, con cella singola, ora d'aria in isolamento, controllo stretto della corrispondenza e colloqui limitati, allo scopo di impedire contatti con l'esterno e con la criminalità organizzata. La decisione è stata presa nei giorni, da un'informativa del ministero della Giustizia, in merito alla riorganizzazione e razionalizzazione degli spazi detentivi da destinare al regime speciale differenziato, di cui all'articolo 41 bis dell'ordinamento penitenziario.
Gli Istituti penitenziari destinati esclusivamente al 41 bis
Il progetto, illustrato dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, è quello che prevede la chiusura delle sezioni promiscue e la concentrazione dei detenuti in soli 7 Istituti unicamente dedicati. Questo permetterà di applicare solo reparti specializzati (Gom, Gruppo operativo mobile) che operano in sinergia con il quadro permanente della polizia penitenziaria. La mappa degli spostamenti prevede l'operazione di ridurre le regioni coinvolte da 8 a 5. In Piemonte chiuderenno le sezioni di Cuneo e Novara, con i detenuti che saranno concentrati nell'Istituto di Alessandria.
Per Lazio e Abruzzo chiuderanno le sezioni di Roma Rebibbia e Viterbo, con i reclusi concentrati all'Aquila. In Umbria le sezioni di Terni e Spoleto che verranno dismesse, con la regione non ospiterà più detenuti al 41 bis. L'Emilia Romagna rimarra attivo l'Istituto di Parma. In Lombardia chiuderà la sezione di Milano Opera e i carcerati saranno collocati a Vigevano. In Sardegna attualmente i detenuti sono ripartiti, tra Sassari, Nuoro e Cagliari Uta: il piano prevede la loro ricollocazione concentrata proprio in questi carceri che diventeranno esclusivamente solo per i 41 bis.
Le motivazioni
Questa operazione, per il ministero, libererà 333 posti nei circuiti di media sicurezza, utili per alleviare il sovraffollamento. Inoltre, l'utilizzo di strutture dedicate permetterà di ottemperare alla sentenza numero 30/2025 della Corte Costituzionale, che impone di garantire 4 ore d'aria ai detenuti, cosa strutturalmente impossibile negli attuali istituti promiscui.
Per il ministero non ci dovrebbe essere il rischio che i familiari dei sottoposti al 41 bis si trasferiscono per stare vicino ai cari. Secondo i dati, sempre in possesso del Ministero, questo fenomeno accade per i detenuti comuni, ma non per quelli al 41 bis, poiché le famiglie tendono a rimanere nei territori di origine per mantenere il controllo criminale locale.
I detenuti illustri
Il carcere aquilano è già noto per aver ospitato Matteo Messina Denaro, morto poi all'ospedale "San Salvatore" del capoluogo abruzzese, a causa di un tumore, il 25 settembre 2023. Nato a Castelvetrano in Sicilia, Denaro, conosciuto con i soprannomi U siccu e Diabolik, è stato un mafioso italiano, legato a Cosa nostra. Altro ospite "eccellente" all'Aquila è stato Salvatore Riina, detto Totò, nato a Corleone, 16 novembre 1930 e dopo la detenzione nel capoluogo abruzzese, è morto nel carcere di Parma, 17 novembre 2017. È stato un mafioso e terrorista italiano. Tra i diversi reclusi al 41 bis attualmente, c'è Nadia Lioce, appartenente alle Brigate Rosse (BR) e in particolare alle "Nuove Br", note come Nuclei Comunisti Combattenti (Br-Pcc), una delle formazioni del terrorismo rosso italiano più recenti, attive soprattutto negli anni Novanta e Duemila. La Lioce è ricordata per gli omicidi eccellenti, come quello del giuslavorista Massimo D'Antona e del direttore di Forza Italia Marco Biagi.