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Sport: il caso

Chieti calcio, le motivazioni della Corte Federale d’Appello

Le liberatorie prodotte dalla società non sono state considerate sufficienti

Lo stadio vuoto
Lo stadio vuoto
di Stefano Recanati
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CHIETI. Dopo la penalizzazione di undici punti che h sancito la retrocessione del Chieti nel campionato di Eccellenza, nel tardo pomeriggio di oggi, 19 maggio 2026, la Corte Federale d’Appello ha reso note le motivazioni per cui ha ribaltato la decisione del TFN, ritenendo che il caso non riguardasse una semplice irregolarità formale, ma la mancata prova dell’integrale pagamento delle somme dovute secondo i contratti depositati per Jacopo Surricchio e per gli allenatori Francesco Del Zotti e Paolo D’Ercole.

Le liberatorie prodotte dalla società non sono state considerate sufficienti, perché facevano riferimento ad accordi verbali e a pagamenti rimodulati, e non a quanto previsto dai contratti ufficialmente depositati e riconosciuti dall’ordinamento federale. Sulla penalizzazione, la Corte ha richiamato il criterio già previsto dal Comunicato Ufficiale: un punto per ogni mensilità non integralmente corrisposta. Da qui gli 11 punti inflitti al Chieti: 3 per le mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2025 legate a Surricchio, 4 per Francesco Del Zotti e 4 per Paolo D’Ercole, entrambe riferite al periodo settembre-dicembre 2025. Per i giudici, una lettura diversa avrebbe svuotato il senso della norma e compromesso la parità tra le società.

Qui la lettera aperta alla città dei calciatori