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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. L’emergenza sociale a L'Aquila si fa sentire con forza crescente nella mensa di Celestino, storico presidio di solidarietà che oggi si trova a gestire una pressione senza precedenti.
Le associazioni che coordinano il servizio hanno lanciato un appello urgente sui social, chiedendo alla comunità un sostegno concreto attraverso la donazione di generi alimentari.
I volontari
«Ci rivolgiamo alle persone di buona volontà per chiedere di donare beni di prima necessità», spiegano i volontari. La lista delle necessità urgenti comprende carne economica (specialmente pollame), pasta, olio, latte, biscotti e passata di pomodoro. Il servizio, che garantisce quotidianamente un pasto caldo a pranzo e a cena, ha toccato quota 120 coperti in un solo turno, delineando un quadro di povertà che colpisce trasversalmente migranti e nuclei familiari italiani, inclusi cittadini provenienti dal Nord Italia alla ricerca di migliori condizioni di vita.
L'utenza
Una fetta rilevante dell'utenza è composta da giovani richiedenti asilo originari di Afghanistan e Pakistan, giunti in città a piedi dopo rotte estenuanti. Molti di loro trascorrono la giornata nell'area di Piazza d’Armi, dove è sorto un bivacco di fortuna per il deposito di zaini e coperte. La questione è approdata tra i banchi del Consiglio comunale tramite un ordine del giorno di Simona Giannangeli, che sollecitava la creazione di una struttura di accoglienza pubblica con posti letto e servizi igienici.
La proposta
La proposta è stata tuttavia respinta, lasciando il capoluogo privo di un centro istituzionale per l'accoglienza temporanea. «Quanto accaduto settimane fa, con 32 persone rimaste al freddo, dimostra l'urgenza di soluzioni», ha ribadito Giannangeli. Per ora, il peso dell'assistenza resta interamente sulle spalle del volontariato e della generosità dei cittadini aquilani.