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L'intervento

L'Aquila, la tela del Berrettini parte per Trento dove sarà restaurata

Il dipinto sarà anche nella città del Trentino-Alto Adige prima di tornare alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio

L'opera
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di Redazione L'Aquila
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L’AQUILA. Un ponte d’arte tra L’Aquila e il Trentino nel segno della cultura, della memoria e della rinascita. È stato illustrato oggi, e non casualmente, nel giorno del santo compatrono Pietro Celestino, oggi 19 maggio, il progetto “Omaggio all’Aquila”, promosso nell’anno di Capitale italiana della Cultura 2026, alla presenza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, della direttrice del Museo Castello del Buonconsiglio di Trento, Cristina Collettini, già responsabile della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, del presidente della Fondazione Carispaq, Fabrizio Marinelli.

Fulcro del progetto è un intervento di straordinario valore simbolico: a Trento approderà la tela di Lorenzo Berrettini, “San Pietro Celestino nell’atto di promulgare la Bolla del Perdono”, di proprietà del Comune dell’Aquila, fortemente danneggiata dal sisma del 2009 e profondamente legata all’identità della città, custodita nella Basilica di Collemaggio. Il dipinto sarà sottoposto a restauro finanziato dal Castello del Buonconsiglio e realizzato in uno spazio del museo aperto al pubblico, offrendo ai visitatori la possibilità di assistere direttamente alle fasi del recupero.

Un’opera dal valore spirituale immenso, che richiama la Perdonanza celestiniana – celebrazione del perdono universale riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità – e che, al termine del restauro, sarà restituita alla comunità aquilana e riposizionata a Collemaggio in agosto. Parallelamente, mentre il Berrettini sarà esposto e restaurato a Trento, due importanti capolavori delle collezioni trentine saranno ospitati all’Aquila.

L’imponente “Ritratto di Pietro Vigilio Thun” di Giovanni Battista Lampi sarà esposto nella sala pre-consiliare di Palazzo Margherita, in un dialogo sui temi della legittimazione del potere che si intreccia con le celebrazioni per il millenario del Principato Vescovile di Trento previste nel 2027. La “Madonna con Bambino” di Tommaso Bragadin sarà invece accolta presso la sede aquilana della Bper: un’opera scelta non a caso, che per le sue vicende storiche rappresenta il valore identitario dell’arte e il suo ruolo nel custodire e ricostruire la memoria collettiva anche dopo eventi traumatici.

«Un progetto che va oltre la dimensione espositiva, trasformando il patrimonio culturale in uno strumento di dialogo tra comunità e di rafforzamento dei legami tra territori, nel solco di una collaborazione istituzionale che trova nella cultura uno dei suoi elementi più vitali. Determinante, in questo percorso, il contributo di Cristina Collettini - che ringrazio - la cui competenza e conoscenza del territorio aquilano hanno consentito di costruire un’iniziativa capace di unire ancora una volta L’Aquila e il Trentino in un anno così significativo per la città», così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“Torno all’Aquila sempre con grande piacere, oggi ancor di più per questo scambio culturale di opere tra il Castello del Buonconsiglio di Trento e il Comune dell’Aquila e reso possibile grazie al supporto della Fondazione Carispaq e alla collaborazione della soprintendenza aquilana. Nel giorno in cui all’Aquila si celebra San Pietro Celestino la tela che lo raffigura nell’atto di donare la Bolla del Perdono sta in viaggio per Trento per esser restaurata in tempo utile per le celebrazioni della Perdonanza, mentre due opere della collezione del Buonconsiglio da oggi sono esposte all’Aquila nel ricordo della solidarietà che il Trentino ha dimostrato alla comunità aquilana subito nelle prime ore dopo il sisma del 2009. Ringrazio il Comune dell’Aquila, la Fondazione Carispaq la Soprintendenza, il personale del Museo del Buonconsiglio e l’assessore alla Cultura della Provincia autonoma di Trento, Francesca Gerosa, per avermi sostenuta in questo progetto che consolida i rapporti istituzionali esistenti e ne crea di nuovi per le future collaborazioni”, ha aggiunto Cristina Collettini.

«Il progetto di collaborazione con il Castello del Buonconsiglio di Trento e il Comune dell’Aquila si configura come un percorso di dialogo tra comunità, in cui lo scambio delle opere d’arte assume un valore che va oltre la dimensione espositiva: un’occasione concreta per costruire relazioni e favorire la conoscenza reciproca. Le opere diventano così strumenti di narrazione e ambasciatrici di identità culturali. Questo significato si rafforza alla luce del riconoscimento de L’Aquila come Capitale italiana della Cultura 2026, che pone la città al centro di una rinnovata attenzione nazionale, valorizzandone il patrimonio e la capacità di rinascita», ha dichiarato Marinelli.