Ricostruzione
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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. Il nuovo monitoraggio ispettivo sui tempi di accesso alle prestazioni sanitarie, diffuso dagli organismi di controllo, fotografa una situazione profondamente spaccata in due per la gestione della sanità in Abruzzo.
I dati aggiornati a questo mese rivelano un'efficienza ottimale per le cure tempestive, ma parallelamente registrano un brusco rallentamento per i controlli ordinari e di prevenzione a causa del sovraccarico delle strutture pubbliche e della carenza di personale.
Le urgenze
L'analisi dettagliata dei flussi informativi evidenzia che il sistema sanitario abruzzese regge ottimamente l'impatto delle richieste ad alto rischio.
Le prenotazioni che presentano una classe di priorità urgente (Classe U) vengono evase nel pieno rispetto dei tempi previsti dalla legge, garantendo l'appuntamento entro le 72 ore. Questo exploit positivo dimostra una reattività efficiente dei presidi ospedalieri e delle relative liste d'attesa di fronte a sospetti clinici gravi o a situazioni d'emergenza in cui la tempestività rappresenta un fattore salvavita determinante per il paziente.
I nodi critici
Lo scenario muta radicalmente quando l'urgenza sfuma verso le prestazioni catalogate come visite differibili (Classe D), per le quali è previsto un tetto massimo di trenta giorni. In questo segmento, il report fa emergere preoccupanti segni negativi. I cittadini abruzzesi che necessitano di un accertamento diagnostico non immediato si scontrano con blocchi temporali che superano frequentemente la soglia mensile, costringendo molti a rinviare i controlli o a migrare verso la medicina privata.
Prestazioni programmate in affanno
Anche la fascia delle prestazioni programmate (Classe P), che include i controlli periodici di follow-up da eseguire entro i 90 o i 180 giorni, mostra un andamento in netto affanno. La saturazione delle agende di prenotazione e la difficoltà nell'attivazione dei percorsi di tutela interna generano liste che si allungano progressivamente. Le associazioni dei consumatori sottolineano come il ritardo accumulato in Abruzzo rischi di compromettere la diagnosi precoce di patologie croniche.
Le reazioni
Sulla questione è intervenuto l'assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo, rilasciando una nota ufficiale per fare chiarezza sulle prossime contromisure: «Siamo consapevoli delle discrepanze tra le prestazioni urgenti e quelle differibili. Abbiamo già attivato un tavolo tecnico con i direttori generali delle quattro Asl provinciali per finanziare lo sblocco straordinario delle agende di prenotazione, incrementare le ore di specialistica ambulatoriale e ottimizzare il sistema di recall per abbattere l'effetto dei posti persi».
Il futuro della sanità abruzzese
La sfida per riportare in equilibrio l'assistenza territoriale abruzzese è aperta. Se da un lato la tenuta della rete dell'emergenza-urgenza rassicura l'utenza nei momenti di maggiore fragilità, dall'altro lato la normalizzazione dei tempi per la diagnostica ordinaria resta l'obiettivo prioritario del piano di efficientamento regionale.
Solo un potenziamento strutturale degli organici e una reale digitalizzazione dei flussi di prenotazione (Cup) potranno colmare il divario e garantire un equo diritto alla salute a tutti i cittadini.