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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. Era riuscito a non essere portato in carcere, ma di avere solo gli arresti domiciliari, il presunto piromane degli otto incedi al Progetto Case di Bazzano (frazione del capoluogo d'Abruzzo), tra luglio e novembre dello scorso anno. Un litigio in famiglia dei giorni scorsi, però, ha fatto cambiare idea al Gip del Tribunale dell'Aquila.
La vicenda
Il 24enne, nato all'Aquila ma di origini straniere, ha avuto in famiglia un violento litigio, tanto che i genitori hanno chiesto l'intervento dei carabinieri, per cercare di calmarlo. All'intervento degli uomini dell'arma la situazione è tornata normale. Questo episodio ha fatto cambiare idea al Giudice dell'indagini preliminari che ha deciso l'inasprimento della misura cautelare, visto il quadro di instabilità del giovane.
Inoltre c'è anche il fatto che è impossibile applicare il braccialetto elettronico al 24enne, visto che per ora non c'è un dispositivo a disposizione. Tra l'altro la Polizia di Stato sta anche indagando sull'incendio dello scorso 23 gennaio, quando sono stati dati alle fiamme degli pneumatici sotto a una palazzina abitata del Progetto Case di Bazzano. Il giovane, trasferito in carcere, è sospettato anche di questo rogo.