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L'Aquila, il capoluogo d'Abruzzo e Arles-sur-Tech unite dalla musica

Il gemellaggio della scuola media Dante Alighieri diventa un messaggio di amicizia e di pace

L'Aquila, il capoluogo d'Abruzzo e Arles-sur-Tech unite dalla musica
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. La scuola media a indirizzo musicale del capoluogo abruzzese ha restituito la visita agli studenti francesi del mese di marzo scorso. Emozionante l’esecuzione degli inni nazionali, affidata all’orchestra aquilana diretta dal maestro Giancarlo Giannangeli e al coro della scuola di Arles-sur-Tech.

La musica come linguaggio universale, capace di abbattere le barriere linguistiche, avvicinare culture diverse e costruire legami autentici tra i giovani. È questo il significato più profondo della visita che la scuola media Dante Alighieri a indirizzo musicale dell’Aquila ha compiuto nei giorni scorsi ad Arles-sur-Tech: Comune francese di 2800 abitanti situato nel Dipartimento dei Pirenei orientali nella regione dell’Occitania.

L’istituto scolastico aquilano era guidato dalla vice preside Rossana Cerasoli accompagnata dai docenti Pina Menichini, Luana De Rubeis, Giancarlo Giannangeli, Giulia Giardini, Elda Fedrella e Antonio Pro.

L’incontro, che si è tenuto nella Abbaye Sainte Marie d’Arles sur Tech suggestivo complesso monastico del X secolo, ha costituito la naturale prosecuzione del percorso avviato nella primavera scorsa, quando erano stati gli studenti francesi a raggiungere L’Aquila per conoscere la realtà scolastica e musicale della Dante Alighieri. Questa volta sono stati i ragazzi aquilani a restituire la visita, portando in Francia non solo la qualità del proprio percorso musicale, ma anche il saluto di una città che conosce bene il valore della rinascita e della solidarietà.

Il momento più intenso della giornata è stato senza dubbio l’esecuzione dei due inni nazionali, quello francese e quello italiano, affidata al coro della scuola di Arles-sur-Tech e all’orchestra della Dante Alighieri.

Le note della Marsigliese e dell’Inno di Mameli hanno riempito lo spazio dell’incontro con una forza simbolica particolare: non una semplice cerimonia formale, ma un gesto di amicizia tra comunità e di appartenenza a una casa comune: l’Europa.

I cinquanta giovani musicisti aquilani, diretti dal maestro Giannangeli, hanno offerto una prova di grande maturità artistica, confermando la qualità di un percorso didattico che negli anni ha portato l’orchestra della Dante Alighieri a partecipare con successo a concorsi e rassegne nazionali. Accanto a loro, il coro francese ha dato voce all’accoglienza della comunità scolastica di Arles-sur-Tech, trasformando l’incontro in un abbraccio musicale tra due Paesi.

Nel suo saluto di benvenuto, la preside della scuola francese Mme Alina Hermat ha sottolineato il valore umano ed educativo del gemellaggio. Ha ricordato come studenti che non parlano la stessa lingua possano tuttavia comprendersi attraverso la musica, riconoscendosi in emozioni comuni, nella disciplina dello studio e nel rispetto dell’altro.

È proprio in questa dimensione che l’iniziativa assume un significato più ampio. Il gemellaggio tra L’Aquila e Arles-sur-Tech non è soltanto uno scambio scolastico, ma piccolo laboratorio di Europa nel quale i giovani imparano a conoscersi, a superare le distanze e a sentirsi parte di una comunità più grande.

In un tempo in cui il mondo è attraversato da tensioni, conflitti e nuove fragilità sociali, vedere ragazzi italiani e francesi suonare e cantare insieme rappresenta un messaggio forte. La pace non nasce soltanto dai grandi trattati o dalle dichiarazioni ufficiali, ma anche da esperienze come questa: dal volto di uno studente che accoglie un coetaneo straniero, da una famiglia che apre le porte, da una scuola che educa e forma giovani menti, da un’orchestra che insegna il valore della collettività.

Educare i giovani all’incontro significa prepararli a una cittadinanza più consapevole, aperta e responsabile. Significa rafforzare quei legami che rendono l’Europa non soltanto un’istituzione politica o economica, ma una comunità di persone, storie, culture e speranze.

Nel saluto finale, docenti, studenti e famiglie hanno rinnovato l’impegno a proseguire il gemellaggio, nella convinzione che proprio dai giovani possa arrivare il contributo più autentico alla costruzione di un’Europa fondata sulla pace, sulla cultura, sulla solidarietà e sull’amicizia tra i popoli.