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Economia

L’Aquila e Teramo trascinano la crescita del valore aggiunto nell’analisi del Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere

Ballone: «Performance straordinarie, le nostre imprese guidano la ripresa dell’Abruzzo e del Paese»

Il grafico
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di Redazione L'Aquila
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L’AQUILA. Un territorio dinamico, capace di superare la media nazionale e di attestarsi ai vertici assoluti della ripresa economica in Italia: è lo scenario delineato dal report sul valore aggiunto provinciale 2025 (a valori correnti) elaborato dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, che certifica la corsa delle province di L’Aquila e Teramo, territori di competenza della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia.

A fronte di una media nazionale di crescita del valore aggiunto ferma al +2,30%, la provincia dell’Aquila conquista il secondo posto assoluto in Italia con un incremento del +3,69% (valore assoluto pari a 8.706,4 milioni di euro), preceduta solo da Rimini (+3,92%) e davanti a Bologna (+3,39%). Ottima anche la performance della provincia di Teramo, che si posiziona al 13° posto nazionale con una crescita del +3,00% (8.771,5 milioni di euro). Il contributo del comprensorio del Gran Sasso trascina l’intero Abruzzo al secondo posto tra le regioni italiane per tasso di crescita (+2,84% e 37.722,7 milioni di euro), alle spalle della sola Emilia-Romagna (+2,99%).

A trainare in maniera determinante il risultato è il comparto delle Costruzioni, settore nel quale le province del Gran Sasso stabiliscono un vero e proprio primato nazionale: L'Aquila e Teramo guidano congiuntamente la classifica italiana per incidenza dell'edilizia sull'economia locale, registrando un peso del 10,00% su entrambi i territori (a fronte di una media italiana del 5,90% e regionale dell'8,38%). Per crescita tendenziale del comparto, L'Aquila è prima in Italia con un balzo del +13,31%, mentre Teramo si attesta al secondo posto con il +11,92%.

Positivi anche i segnali negli altri macrosettori produttivi:

  • Industria: L'Aquila mette a segno un incremento del +5,32% (7° posto nazionale), mentre Teramo cresce dello +0,95%, in un contesto in cui l'industria italiana avanza a passo più rallentato (+1,37%).
  • Agricoltura: Teramo registra una progressione del +8,01% e L'Aquila del +7,87%, entrambe ampiamente superiori al dato medio italiano (+6,00%).
  • Valore aggiunto pro-capite: L'Aquila sale al 56° posto guadagnando due posizioni (30.364 euro a testa), mentre Teramo si colloca al 63° posto con 29.244 euro, guadagnando una posizione rispetto all'anno precedente.
  • «I dati certificati dal Centro Studi Tagliacarne e da Unioncamere fotografano una realtà territoriale solida, reattiva e profondamente dinamica - dichiara Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia - conclude la Ballone -. Vedere la provincia dell'Aquila sul secondo gradino del podio nazionale per incremento del valore aggiunto, affiancata dall'eccellente tredicesimo posto di Teramo e dal secondo posto dell'Abruzzo a livello regionale, ripaga gli sforzi e la straordinaria vitalità del nostro tessuto produttivo. Il primato condiviso nell'edilizia, dove L'Aquila e Teramo incidono per il 10% dell'intera ricchezza prodotta, unito alla tenuta della manifattura e alla ripresa dell'agricoltura, dimostra che le nostre imprese sanno cogliere le opportunità del mercato anche in stagioni di transizione complessa. Come Camera di Commercio del Gran Sasso continueremo ad affiancare le oltre 80 mila imprese delle due province, mettendo a terra risorse mirate, incentivando l'innovazione, la sostenibilità e l'internazionalizzazione per trasformare questa spinta in benessere e competitività strutturale e duratura per l'intero Abruzzo».