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Il caso

L'Aquila, è sempre più conflitto tra il Comune e la Fraterna Tau

L'assessore De Santis: «La struttura di San Bernardino in Piazza d'Armi è abusiva e non può diventare un dormitorio»

La chiesa di San Bernardino in piazza d'Armi
La chiesa di San Bernardino in piazza d'Armi
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. Giro di vite dell'assessore comunale all'Urbanistica dell'Aquila, Francesco De Santis. Il politico, infatti, ha inviato un comunicato nel quale scrive: «Diffidiamo pubblicamente il signor Giorgi dal realizzare un dormitorio all’interno della struttura di San Bernardino in Piazza d’Armi. Sulla struttura religiosa pende un’ordinanza di demolizione che, nel più breve tempo possibile, verrà perfezionata alla luce della sentenza numero 2113/2025 del Consiglio di Stato che conferma le buone ragioni del Comune dell’Aquila».

La struttura religiosa

La struttura religiosa fu edificata subito dopo il terremoto del 2009 e ospita anche la Mensa dei poveri di Celestino V. La proposta di Paolo "Pierino" Giorgi del Movimento Celestino e della Fraterna Tau, è quella di trasformare l'immobile in un dormitorio, perché sono arrivati da metà novembre un folto numero di emigrati dal Pakistan,  insieme a quelli afghani,  alla ricerca di avere dalla Prefettura del capoluogo abruzzese, il permesso di Rifugiato politico.  In attesa di avere il documento, i pachistani e gli afghani dormono per strada. Va ricordato che  in questo periodo all'Aquila fa molto freddo e da sabato 3 gennaio piove incessantemente da 3 giorni.

«La struttura è del tutto abusiva ed in alcun modo il Comune dell’Aquila autorizzerà mai la realizzazione di un dormitorio - conclude De Santis - per, come scrive il signor Giorgi, ”24 afghani e pakistani” all’interno della chiesa di San Bernardino. Questa mattina, 5 gennaio, abbiamo ribadito in Prefettura tutti i nostri dubbi in merito alla proposta fatta dalla Fraterna Tau. Proposta che, alla luce dei comunicati stampa fatti dall’associazione, che ben conosce le reali condizioni della struttura, scade nella provocazione».