Abruzzo Daily

Logo
Logo
Cinema

L'Aquila, Cineclub, che passione!: l'evento con i fondatori a 50 anni dalla nascita

Gabriele Lucci: «L’obiettivo di questa iniziativa risiede nel far riemergere quanto vissuto nel sociale a metà degli anni Settanta»

Gabriele Lucci
Gabriele Lucci
di Redazione L'Aquila
3 MINUTI DI LETTURA

L'AQUILA. Sabato 30 maggio, alle ore 17.30, nell’aula magna Vincenzo Rivera del centro congressi UnivAQ (Università degli studi dell'Aquila), Luigi Zordan (piazza San Basilio, L’Aquila), si terrà l’evento Cineclub, che passione!, che ripercorrerà, attraverso documenti e testimonianze, la storia del cineclub Primo piano, fondato all’Aquila nel 1976 da Luigi Giallonardo, Carlo Giancola, Gabriele Lucci, Lucio Panella e Massimo Turco.

Per tre anni, fino al 1979, in una piccola sala situata in via San Marciano, il cineclub proiettò tutti i giorni, al ritmo anche di tre/quattro spettacoli quotidiani gratuiti, film che all’epoca non trovavano spazio nei circuiti di distribuzione tradizionali, gettando le basi di un movimento e di una cultura che, successivamente, fecero maturare altre importanti esperienze, dalla Lanterna magica all’Accademia dell’Immagine.

All’evento parteciperanno i fondatori del cineclub; il rettore dell’Università dell’Aquila, Fabio Graziosi; il professor Mirko Lino, docente di Storia del cinema al dipartimento di Scienze umane UnivAQ; Giustino Parisse, giornalista e storico. Coordinerà i lavori il giornalista Domenico Ranieri. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti.

«È con grande piacere che ospitiamo questo evento dedicato allo storico cineclub Primo Piano - afferma il rettore dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi -. Quell’esperienza fu molto intensa e ebbe un valore culturale, educativo e formativo inestimabile. Grazie a essa, la bellezza e la magia del cinema divennero facilmente e gratuitamente accessibili a migliaia di persone, soprattutto giovani. Da quel seme gettato da Gabriele Lucci e dagli altri fondatori del cineclub germinarono molte altre iniziative, una su tutte Una città in cinema, che a loro volta prepararono il terreno per la nascita di prestigiose istituzioni come La Lanterna Magica, L'Aquila Film Commission e l'Accademia dell’Immagine. Fu per merito di queste realtà che, tra gli anni Ottanta e il 2009, arrivarono all’Aquila alcuni tra i più grandi registi e cineasti del mondo e oltre 20 premi Oscar. Lo spirito che animò il cineclub è lo stesso che guida l’Università nella declinazione della cosiddetta Terza Missione, che consiste nell’organizzazione di attività di disseminazione scientifica e culturale senza scopo di lucro, mirate a coinvolgere la cittadinanza».

«Celebrare il cinquantesimo anniversario del Cineclub "Primo Piano"” sottolinea Mirko Lino “rappresenta un'occasione davvero preziosa non soltanto per ricordare la straordinaria passione cinefila che ha attraversato L'Aquila a partire dagli anni Settanta, ma anche per riscoprirne oggi l'eredità culturale e contribuire a rinnovare il rapporto della città con il cinema e con la cultura cinematografica».

«L’obiettivo di questa iniziativa - dichiara uno dei fondatori del cineclub, Gabriele Lucci - risiede nel far riemergere quanto vissuto nel sociale a metà degli anni Settanta. Questo non solo al fine di riflettere su cosa significò quell’evento, ma su cosa ci suggerisce quell’esperienza oggi, in un contesto notevolmente cambiato. In quel lontano passato, la nascita del Cineclub segnò il primo vero e deciso tentativo di creare una struttura capace di incidere quotidianamente e non in modo sporadico nel settore cinema. Una nuova realtà volta ad allargare il ventaglio dell’offerta culturale, integrando quanto già esisteva a livello teatrale e musicale, una vivida espressione frutto di un territorio e rivolta al territorio stesso. La domanda non è solo cosa sia accaduto negli ultimi decenni, ma anche e soprattutto come sfruttare questo passato per scorgere il futuro, come collegare la memoria storica alla produzione di nuova cultura, anche riguardo all’associazionismo, all’utilizzo delle aree pubbliche, alle diverse modalità della fruizione».