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L’Aquila, al Congresso territoriale Uil del capoluogo abruzzese, il sindacato lancia gli Stati generali delle aree interne

Il segretario regionale Abruzzo Michele Lombardo: «Necessario dialogo tra istituzioni e parti sociali per colmare il divario tra zone interne e costiere»

Un momento del congresso
Un momento del congresso
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. Nell’Auditorium della sede aquilana del sindacato Uil sono stati eletti i 31 delegati provinciali che a maggio parteciperanno al XII Congresso regionale. L’assemblea è stato un importante momento di confronto sulla storia recente del territorio: dalla ricostruzione ancora in corso alle trasformazioni economiche fino alle fragilità industriali, alle difficoltà demografiche e alle nuove sfide legate all’innovazione tecnologica. «È in questo contesto che la Uil–  ha spiegato il coordinatore territoriale Luigi Di Donato - è chiamata ad assumere un ruolo ancora più forte: non solo difendere, ma proporre non solo tutelare, ma costruire prospettive; non solo reagire ai problemi, ma guidare il cambiamento».

I partecipanti

Oltre a Di Donato, il segretario regionale Abruzzo Michele Lombardo e tutti i dirigenti Uil, sono stati presenti il segretario provinciale L'Aquila Cgil L’Aquila Francesco Marrelli e il responsabile territoriale Cisl L’Aquila Giampaolo Biondi.

Le aree interne

È sulle aree interne che, secondo la Uil, si gioca una delle sfide più delicate. Spopolamento, invecchiamento della popolazione, carenza di servizi accentuano sempre di più le disuguaglianze territoriali. Dall’Aquila, provincia che più soffre queste condizioni, il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo ha lanciato l’idea degli Stati generali delle aree interne: «Una grande discussione che possa portare tutti gli attori del territorio, dalle istituzioni alle parti sociali, a mettere in pratica un’azione positiva e propositiva per avviare un processo virtuoso nelle zone più disagiate. Dobbiamo far in modo che il disequilibrio causato dalla dicotomia tra aree interne e aree costiere possa essere colmato, all’Aquila così come in tutte le altre province abruzzesi». Di Donato aggiunge: «Senza sanità di prossimità, trasporti efficienti, scuole e connessioni digitali adeguate, intere comunità rischiano di indebolirsi ulteriormente. Investire nelle aree interne significa difendere il diritto a vivere e lavorare nei propri luoghi. Significa sostenere piccole imprese, agricoltura di qualità, turismo sostenibile e nuove forme di economia legate alla transizione ecologica e digitale. La coesione territoriale non è un principio astratto: è una condizione per la giustizia sociale».