Calcio: Serie D
L'Aquila, i rossoblù vincono il derby casalingo (2-1) e si confermano al primo posto in classifica
di Redazione L'Aquila

LARINO. Un grosso passo indietro e una sconfitta meritata: sul neutro di Larino non si vede pressoché nulla del Lanciano che ha entusiasmato nelle ultime uscite. La squadra di Pierantoni difetta di grinta e intensità nell’approccio alla gara, e nel prosieguo non riesce praticamente mai a incrinare la difesa molisana. In questo l’assenza di Santirocco pesa come un macigno: l’attacco è praticamente impalpabile e Vandelli deve preoccuparsi solo dell’ordinaria amministrazione o poco più. Ma pesa anche la prestazione sotto tono di Cristiano Verna: se non gira lui, di fatto non gira la squadra.
Brutta partenza del Lanciano
Che non sia giornata si vede da subito. Il Lanciano parte contratto e subisce l’iniziativa del Termoli. Quella dei giallorossi è una leggera supremazia territoriale, con un po’ di possesso palla in più che produce qualche cross quasi pericoloso. La squadra di Esposito però cresce, lentamente ma costantemente. La difesa contiene a fatica il brio di Campanile e Calemme e, più in generale, il Lanciano soffre aggressività e fisicità dei molisani, perde contrasti ed è poco presente sulle seconde palle. Dal vantaggio in poi la bilancia pende definitivamente dalla parte dei padroni di casa. Al 15’ Dompnier dalla destra trova Campanile in area pronto a controllare, eludere la marcatura di Di Filippo e a girarsi per infilare la palla alla destra di Pirini. Da parte del Lanciano non arriva la reazione che serve: è tutta in un colpo di testa mancato al 18’ da Barlafante, che arriva male su un lungo traversone di D’Eramo sul secondo palo sguarnito.
Il Termoli cresce
Dall’altro lato invece il Termoli insiste e trova il raddoppio: su un pallone lungo la retroguardia frentana si dimentica Calemme, aspetta una segnalazione di fuorigioco che non arriva e così il 10 giallorosso fa due passi e va a raddoppiare. La risposta rossonera si limita a un rigore reclamato su Barlafante al 25’, che porta solo un giallo per simulazione. Poi è ancora Termoli, che aggredisce e sfrutta gli spazi con scambi e cambi di gioco veloci che danno spesso grattacapi dal centrocampo in giù. Il più grosso al 38’: cross di Binotto e sforbiciata di Calemme che strappa applausi alla settantina di tifosi disposti lungo la recinzione, nonostante la gara sia in teoria a porte chiuse; Pirini è reattivo ed è da applausi anche la sua respinta in corner. Il tiro dalla bandierina produce poi un palo di Colabella, e si va al riposo con la tegola dell’infortunio a Ferrante, che casca male spintonato da Campanile: un problema alla spalla che rischia di tenerlo a lungo lontano dal campo.
Secondo tempo inconcludente
Nella ripresa non si vede granché quanto a occasioni da rete. Il Lanciano è chiamato a fare la partita, ma quello che riesce a produrre sono solo fasi prolungate di possesso palla che non sfociano mai in insidie per Vandelli. La partita è equilibrata: un equilibrio fatto di rossoneri che fraseggiano e termolesi che si difendono, e che va a tutto vantaggio dei molisani, chiusi ermeticamente in maniera impeccabile. È tale la tranquillità dei giallorossi arroccati in difesa che non affondano neanche in contropiede. Le opportunità da rete sono giusto un paio di sortite propiziate da leggerezze dei rossoneri: la più decisiva è al 25’ Calemme manda di poco alto su una respinta maldestra a pugni chiusi di Pirini.
Finisce con il Lanciano che si lecca le ferite e deve fare i conti con tre assenze pesanti: domenica al Biondi a Palmucci e Santirocco si aggiungerà Ferrante. Si dovrà fare come non mai di necessità virtù: carattere e intensità serviranno come l’aria per rivedere la squadra che ha brillato nelle scorse partite.
Abruzzo Dail top player
Difficile salvare qualcuno nel naufragio generale, se non con qualche sufficienza risicata: una va a D’Eramo, che forse tenta qualche spunto in più nel secondo tempo, pur senza incidere più di tanto, come d’altronde il resto della squadra.
TERMOLI (3-5-2): Vandelli 6; Remy 6.5, Clemente 7 (23’ st Avolio 6), Croce 6.5; Bonotto 7, Di Zio 6.5 (35’ st Genovese sv), Dompnier 6.5, Colabella 6.5, Brocci 6.5 (45’ st Tracchia sv); Campanile 6.5 (23’ st Tedesco 6), Calemme 7 (45’ st Gioacchini sv). A disposizione: Maioli, Ianzano, Marconato, Volpe. Allenatore: Esposito.
LANCIANO (4-2-3-1): Pirini 6; Braccia 6 (26’ st Visani 6), Di Filippo 5, Ferrante 5.5 (43’ pt Zagari 6), Barone 5.5; L. Verna 5.5, C. Verna 5; Barlafante 5.5 (20’ st Pinzi 6), D’Eramo 6 (34’ st Guaglianone sv), Turella 5.5 (20’ st Salerno 5.5); Kyeremateng 5. A disposizione: Butano, De Giosa, Becchetti, Santonastaso. Allenatore: Pierantoni.
ARBITRO: De Paolis di Cassino.
RETI: 15’ pt Campanile, 24’ pt Calemme.
NOTE: gara giocata in campo neutro a porte chiuse per l’indisponibilità del Cannarsa di Termoli; ammoniti Remy, Bonotto, Di Filippo, Barlafante, Barone, C. Verna, Pinzi; angoli 3-2; recupero 3’pt 5’st.