Trasporti
Mannetti sulla linea bus L’Aquila–Roma: «Aumenti pesantissimi dal 1° novembre. Tua riveda la decisione»
di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. L'Abruzzo piace agli stranieri: nel 1° primo semestre 2026 si è registrato un incremento del 14,04% degli arrivi dall'Estero in regione.
Dato che pone l'Abruzzo al terzo posto della classifica nazionale dopo la Calabria (+23,19%) e la Puglia (+14,63%). È quanto emerge dal report dell'Ufficio studi della Confcommercio Abruzzo che ha elaborato i dati raccolti dal Viminale attraverso la piattaforma Alloggiati Web gestita dalla Polizia di Sato, banca dati nella quale si riversano tutte le comunicazioni che le strutture ricettive, alberghiere ed extra, sono tenute per legge a comunicare alle Questure sulle generalità delle persone accolte nelle strutture.
Nel 1° semestre 2026 si registra una crescita complessiva degli arrivi in Italia pari al 4,43% rispetto allo stesso periodo del 2025. La componente italiana degli arrivi turistici sale solo dell’1,97% sul 2025, ma quella internazionale aumenta del 6,4% rispetto ad un anno fa, come crescono anche i giorni medi di permanenza del turisti stranieri. «L’aspetto interessante è l’andamento geografico - dichiara Giammarco Giovannelli, presidente di Confcommercio e Federalberghi Abruzzo -. Vi sono regioni in cui la componente di turismo italiano è salita molto più dell’1,97% medio nazionale, come in Umbria +13,64% e Liguria +8,89%. Ma le rilevazioni più significative sono quelle che riguardano il turismo estero: nel primo semestre di quest'anno, infatti, la Calabria ha fatto registrare un incremento del 23,19% del turismo straniero, seguita dalla Puglia +14,63% e, al terzo posto, dall'Abruzzo +14,04%. Bene anche Molise: +13,14%, Basilicata +11,55%, Sardegna +11,44% e Piemonte +10,38%. È anche grazie al forte rafforzamento dei flussi di turisti stranieri che il sistema turistico abruzzese si conferma un pilastro dell'economia regionale, la forte dinamica espansiva della domanda internazionale verso l’Italia e verso la nostra regione è testimoniata dall’incremento delle ricerche aeree del 26% rispetto all’anno scorso. Anche le ricerche di voli per il periodo 14-16 agosto mostrano un +17% sul 2025. A questi andamenti concorre il fatto che i voli offerti dalle diverse compagnie aeree verso l’Italia e l'Abruzzo, secondo i dati del World Travel and Tourism Council, sono cresciuti di numero nel 2026 più di quelli verso Francia, Spagna e Grecia. Questo grazie anche al lavoro svolto dalla Saga per l'incremento dell'offerta sull'aeroporto d'Abruzzo. L'inaugurazione del volo Pescara - New York sarà un ulteriore tassello verso l'espansione all'estero data anche la grande comunità di abruzzesi che vive e lavora negli Stati Uniti».
Numeri a cui si lega un'altra considerazione. «Nel mondo reso instabile e destrutturato dalle aggressive politiche di potenza militare e commerciale, l'Abruzzo del turismo continua a mettere a segno risultati da record - prosegue Giovannelli - la sfida che ci attende, nei prossimi anni, è quella di fidelizzare il boom di visitatori stranieri, offrendo loro servizi ed esperienze di qualità e valore aggiunto sempre più elevati. Le vacanze estive degli europei, realizzato da Confturismo Confcommercio in collaborazione con Swg&PollingEurope, l’Italia si conferma la destinazione turistica più attrattiva d’Europa. Il 54% degli europei la indica come meta preferita per le vacanze estive, davanti a Spagna (51%), Grecia (46%), Francia (41%), Croazia (34%) e Regno Unito (30%). L’attrattività dell’Italia supera ampiamente la media europea tra gli spagnoli, che esprimono un gradimento del 61%, tra i polacchi (60%), tra i cittadini dell’Europa meridionale (62%) e dell’Europa centro-orientale (60%). All’interno di una ristretta lista di Paesi, l’Italia è considerata il posto più interessante da visitare, la Spagna il posto con il miglior clima, la Grecia il più autentico. L’Italia è considerata anche il secondo miglior Paese come qualità delle strutture ricettive e come destinazione più divertente per fare un viaggio, in questo sistema nazionale di accoglienza, l'Abruzzo conferma un posizione di primo piano, grazie alla qualità dell'accoglienza, al connubio tra mare, montagna, cultura, storia, natura ed eno-gastronomia e al turismo en plen air, fortemente sviluppato nella nostra regione dove una grande componente di attrattività, per i turisti stranieri, è data dal mare e dalla Costa. Ad attrarre gli europei in Italia sono soprattutto le grandi città storiche (46%), ma anche i musei e i siti archeologici (31%). Non solo storia e cultura al centro degli interessi dei potenziali visitatori europei: più di uno su quattro vorrebbe avere una esperienza enogastronomica in un territorio tipico (28%) e visitare i piccoli borghi (27%). Leve potenziali per il nostro Abruzzo, dove i borghi e i panorami naturalistici hanno giocato un ruolo di primo piano nei flussi turistici internazionali».
Se la storia e l’arte si confermano essere il principale attivatore del desiderio di visitare l’Italia, appare sempre più importante favorire la scoperta dei tanti siti fuori dai percorsi principali, per ridurre il rischio di overtourism sulle principali destinazioni e favorire esperienze più autentiche e di qualità, che consentano di intercettare il bisogno di scoprire le tradizioni e il folklore italiano (tra le tre cose preferite dal 24% dei viaggiatori europei) e di immergersi nei cammini lenti all’interno della natura (22%). Più contenuto risulta invece l’interesse per le attività legate all’intrattenimento e ai consumi: solo il 12% degli europei associa una vacanza in Italia allo shopping o ai luoghi del divertimento, il 9% alla vita notturna e appena il 6% alle attività sportive.
Conclude Giovannelli:«L’indagine conferma la forza del brand turistico abruzzese nel panorama europeo. In una fase caratterizzata da forti incertezze economiche e geopolitiche, l'Italia e l'Abruzzo continuano a rappresentare punti di riferimento assoluti per il turismo continentale grazie alla ricchezza del suo patrimonio culturale, artistico, paesaggistico ed enogastronomico. Oltre alla centralità del "progetto mare" bisogna avere il coraggio di rinnovare l'offerta turistica e renderla più coerente con le esigenze di altri mercati internazionali e nord-europei».