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“La Divisione Gioia”: Alfonso Francia presenta il suo romanzo ambientato all'Aquila durante la guerra

L'appuntamento è per mercoledì 12 agosto alle ore 18, al Palazzetto dei Nobili, lo scrittore dialogherà con Angelo De Nicola

Alfonso Francia
Alfonso Francia
di Redazione L'Aquila
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L’AQUILA - L’Aquila del 1943, una città affamata e sospesa nel tempo della guerra, diventa il luogo nel quale un ragazzo cerca la libertà e finisce invece per incontrare, bruscamente, l’età adulta.

È questo lo scenario de “La Divisione Gioia”, il romanzo di Alfonso Francia, pubblicato nel 2026 da Controversi Edizioni, che sarà presentato mercoledì 12 agosto, alle ore 18, al Palazzetto dei Nobili, in piazza Santa Margherita all’Aquila. L’autore dialogherà con il giornalista e scrittore Angelo De Nicola.

Il romanzo, 248 pagine, prende avvio nel gennaio del 1943 e ha per protagonista Berardino Santilli, diciottenne cresciuto in una famiglia benestante ma anaffettiva dell’Appennino abruzzese. Educato tra il lavoro nei campi, una rigida formazione religiosa e la rimozione di tutto ciò che riguarda il desiderio e la libertà individuale, Berardino decide di scappare di casa. Sale sul primo treno della sua vita e raggiunge L’Aquila, immaginando di trovare nella città la possibilità di un’esistenza finalmente diversa.

Ma la città sognata non esiste. Quella che il ragazzo incontra è un’Aquila segnata profondamente dal conflitto: povera, contraddittoria, privata di molti giovani uomini partiti per il fronte, attraversata dalla fame e da una precarietà che entra nelle case e nei rapporti umani. La guerra, pur rimanendo spesso fuori campo, è presente ovunque: nella scarsità dei prodotti, nei surrogati alimentari, nelle assenze e nelle tensioni che percorrono le strade.

È proprio L’Aquila uno dei protagonisti sostanziali del libro. Berardino la attraversa passando per caffè, stazioni, uffici, studi professionali e luoghi equivoci, incontrando personaggi attraverso i quali scopre progressivamente il denaro, il potere, la menzogna, la sessualità, l’umiliazione e il bisogno di essere accettato. La città diventa così un vero e proprio labirinto iniziatico, nel quale la formazione del protagonista coincide con la perdita delle illusioni.

“La Divisione Gioia” si colloca infatti nel solco del romanzo di formazione, ma ne rovescia in parte i meccanismi tradizionali: la crescita non è un percorso lineare verso una raggiunta maturità, bensì una frattura. È la storia della fine dell’innocenza di «un ragazzo che non è mai stato davvero bambino» e che deve diventare adulto in pochi giorni, mentre intorno a lui anche un intero Paese attraversa uno dei passaggi più drammatici della propria storia.

La cornice storica, dunque, non costituisce soltanto lo sfondo del racconto. Il destino individuale di Berardino si intreccia con quello collettivo dell’Italia in guerra, lontano dalla dimensione celebrativa e dalla retorica bellica: il conflitto viene osservato soprattutto attraverso ciò che produce nella vita quotidiana e nelle relazioni tra le persone. È questa prospettiva a fare del romanzo anche un particolare racconto dell’Aquila degli anni Quaranta, filtrata dallo sguardo spaesato di chi la vede per la prima volta. La trama e i dati editoriali dell'opera trovano riscontro anche nei cataloghi librari nazionali: il volume è edito da Controversi Edizioni ed è uscito nel maggio 2026.

Alfonso Francia, nato a Pavia nel 1984 e da sempre residente a Roma, lavora nel settore della comunicazione. Ha svolto il praticantato giornalistico e superato l’esame da professionista prima di intraprendere la propria attività lavorativa in banca. Nel 2017 ha pubblicato con Koinè il suo primo libro, Un tesoro di contadina, premiato in diversi concorsi di narrativa edita. Lettore onnivoro, appassionato del giornalismo italiano del secondo Dopoguerra, di cinema e musica, Francia ha anche legami familiari con il territorio aquilano; precisa tuttavia che vicende e personaggi raccontati nel romanzo appartengono alla sua immaginazione.

La scelta di presentare il libro proprio all’Aquila assume perciò un significato particolare: riportare il romanzo nei luoghi nei quali la vicenda è stata immaginata, mettendo a confronto la città raccontata sulla pagina con quella reale, la memoria storica con l'invenzione letteraria.

Durante l’incontro al Palazzetto dei Nobili, Alfonso Francia e Angelo De Nicola approfondiranno la genesi del romanzo, la scelta dell’ambientazione aquilana, la ricostruzione dell’atmosfera del 1943 e i temi della crescita, del desiderio, della disillusione e della ricerca della libertà che attraversano l’opera.