Abruzzo Daily

Logo
Logo
L'Aquila

Il presepe di Castelli e il cedro dell’Aquila accendono il Natale di Assisi

L’Abruzzo rinnova il suo legame spirituale con la città serafica portando dieci statue del presepe monumentale e un albero simbolo di pace e fraternità

Il presepe di Castelli e il cedro dell’Aquila accendono il Natale di Assisi
di Alfredo Giovannozzi
2 MINUTI DI LETTURA

L’Abruzzo sarà protagonista del Natale di Assisi con due simboli della propria identità culturale e spirituale: dieci figure del Presepe Monumentale di Castelli e un grande cedro proveniente dall’Aquila. L’iniziativa è stata presentata nella Basilica di Collemaggio alla presenza delle istituzioni regionali e locali, tra cui i sindaci dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e di Castelli, Rinaldo Seca, insieme al delegato dei vescovi d’Abruzzo, mons. Michele Fusco.

Per il presidente della Regione, Marco Marsilio, il presepe rappresenta «la tradizione artistica abruzzese e la fraternità che vogliamo condividere con i pellegrini», rinnovando un legame che unisce l’Abruzzo ad Assisi attraverso le figure di San Francesco e Celestino V e la storia della Perdonanza.

Il presepe di Castelli, nato negli anni Sessanta all’Istituto d’Arte «F.A. Grue», è composto da statue in ceramica policroma realizzate da studenti e maestri. Alcune di queste opere hanno già viaggiato tra Vaticano, Mercati di Traiano e città del mondo; ora ad Assisi arriveranno dieci figure selezionate come segno di pace e dialogo.

Accanto al presepe verrà posizionato il cedro abruzzese alto 13 metri, donato dall’azienda «Cordeschi Giardinaggio» e trasportato dai Vigili del Fuoco. «Un ponte ideale tra L’Aquila e Assisi», lo ha definito il sindaco Biondi, richiamando i valori di pace e perdono.

Anche l’arcivescovo dell’Aquila, Antonio D’Angelo, ha parlato di «segno di luce divina», mentre la dirigente del Liceo «Grue», Giovanna Falconi, ha definito il presepe «un racconto di comunità e speranza». Il custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni, ha ringraziato l’Abruzzo per la collaborazione e la determinazione dimostrata.

L’inaugurazione e la benedizione sono fissate per l’8 dicembre nella Basilica di San Francesco, alla presenza del vescovo di Teramo-Atri, mons. Lorenzo Leuzzi. L’esposizione resterà visitabile fino al 3 febbraio 2026.