Abruzzo Daily

Logo
Logo
L'esposizione

“Dompé a L’Aquila. Dall’Italia al mondo”: oltre 50 testimonianze in mostra nel capoluogo abruzzese

A Palazzo dell’Emiciclo fino al 2 ottobre, nell’ambito di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura, a ingresso libero

Lorenzo Sospiri e Sergio Dompè
Lorenzo Sospiri e Sergio Dompè
di Abruzzo Daily
7 MINUTI DI LETTURA

L'AQUILA. Oltre 50 testimonianze, tra fotografie e documenti provenienti dall'Archivio storico della Fondazione Dompé, arricchite da contenuti multimediali che ampliano il racconto e accompagnano il visitatore in un'esperienza di fruizione contemporanea. È il percorso espositivo, che si inserisce nelle iniziative preparate in occasione di L'Aquila capitale italiana della cultura 2026, che si può visitare fino al 2 ottobre al palazzo dell'Emiciclo della Regione Abruzzo del capoluogo abruzzese, dal titolo "Dompé a L'Aquila. Dall'Italia al mondo", a cura della Fondazione Dompé, con il patrocinio del Comune dell'Aquila e del Consiglio regionale dell'Abruzzo.

Il racconto della mostra inizia dalla Farmacia Centrale Dompé di piazza della Scala, aperta a Milano alla fine dell'Ottocento, e giunge fino ai giorni nostri, soffermandosi sul legame dell'azienda con il territorio aquilano, avviato nel 1993 con l’apertura dello stabilimento di Campo di Pile, quartiere del capoluogo abruzzese.

Sotto le pendici del Gran Sasso, il polo Dompé, con più di 300 dipendenti, rappresenta oggi uno dei poli industriali e scientifici più avanzati d'Europa. Un itinerario che intreccia impresa, scienza, territorio e grafica d'autore e arriva fino al presente, con la produzione all'Aquila di un farmaco basato sul Fattore di crescita nervoso (Ngf), la proteina scoperta da Rita Levi-Montalcini e Stanley Cohen, ai quali fu assegnato il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1986. Il legame con L'Aquila nasce nel 1993, con l'apertura dello stabilimento di Campo Pile e si sviluppa nel corso dei decenni attraverso investimenti, competenze e attività di ricerca e produzione. Oggi il polo aquilano rappresenta uno dei nodi della presenza internazionale di Dompé e raggiunge, con i suoi prodotti, oltre 40 Paesi.

Le dichiarazioni

«Abbiamo voluto cogliere l'opportunità di questa bellissima annata che corrisponde a L'Aquila capitale della cultura 2026, per raccontare la nostra storia - ha dichiarato il presidente esecutivo di Dompè farmaceutici e dell'omonima Fondazione Sergio Dompé -. Noi siamo milanesi, noi siamo "nati" in piazza della Scala circa 130 anni fa e poi ci siamo evoluti e siamo rimasti un'industria del territorio milanese, ma negli anni Novanta abbiamo sentito di realizzare un polo produttivo super aggiornato con le migliori tecnologie e abbiamo cercato una nuova "casa". E questa nuova "casa" l'abbiamo trovata all'Aquila, perché il capoluogo abruzzese ha una buona qualità delle persone, delle maestranze nonché un territorio bellissimo. Non da meno sono i requisiti dell'ottima aria e dell'acqua. E così noi dal 1993 siamo diventati cittadini dell'Aquila e lo siamo con un senso di orgoglio e di appartenenza. Gli aquilani non sono facili a conquistare, ma poi quando li conquisti hanno degli altissimi criteri di affidabilità, correttezza e perseveranza che è difficile trovare in altre aree. Posso dire che lavoriamo molto bene all'Aquila anche con le istituzioni, la Regione, la Provincia e il Comune, le forze dell'ordine e i vigili del fuoco. Inoltre i nostri lavoratori sono molto seri e si può dire di aver instaurato un partenariato molto valido e sono anche delle persone che ci rendono molto competitivi. Siamo grati di quello che fanno i nostri lavoratori».

Sergio Dompé ha poi ricordato che dallo stabilimento aquilano «parte una grande porzione del nostro export che l'Abruzzo produce. Noi esportiamo il 90% principalmente negli Stati Uniti, con un beneficio molto importante per l'area abruzzese e per il nostro Paese. Noi non abbiamo avuto problemi con la nuova geopolitica di questo ultimi tempi, perché abbiamo aumentato, negli ultimi cinque anni, del 300% l'export. Oggi le tensioni creano sicuramente molto dubbi, per il futuro, però noi cerchiamo di combattere impegnandoci sempre di più nella ricerca, nella qualità di quello che facciamo e di tenere i costi bassi e la qualità alta nonché di investire sui giovani grazie alle borse di studio, per chi sceglie materie complesse che mettono insieme medicina e ingegneria o altre integrazioni di questo genere. Abbiamo più di 230 borse di studio e le porteremo nei prossimi anni a 500. Uno sforzo importante, ma siamo particolarmente felici». Sergio Dompé ha concluso parlando dell'Intelligenza artificiale: «Incide molto l'Intelligenza artificiale e noi siamo stati tra i primi a fare investimenti su questo tema in questi dieci anni, con una piattaforma a doc, che ha già dato degli ottimi risultati. Ovviamente ognuno se la racconta come vuole, ma la differenza è quello di buono che riesci a fare rispetto altri, visto che tutti si stanno impegnando moltissimo. Insomma non vale che cosa ti raccontano, però vale esclusivamente la differenza che sei capace a fare sul mercato».

A visitare l'esposizione anche Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio Regione dell'Abruzzo: «La mostra "Dompé a L'Aquila. Dall'Italia al mondo" rappresenta un'iniziativa di grande valore, perché restituisce alla comunità la storia di un'impresa che ha saputo costruire, nel corso di oltre 30 anni, un legame profondo con il territorio aquilano. Il polo di Campo di Pile testimonia come ricerca, innovazione e capacità industriale possano diventare motori di crescita e di sviluppo per l'intero Abruzzo. Il settore farmaceutico e biotecnologico costituisce una componente strategica dell'economia regionale, non solo per il valore della produzione e per l'occupazione qualificata che genera, ma anche per la capacità di attrarre competenze, investimento e nuove opportunità per i giovani. A Dompé va dunque il nostro apprezzamento per aver scelto di raccontare questa storia proprio nell'anno di L'Aquila capitale della cultura 2026, valorizzando un patrimonio industriale e scientifico che appartiene ormai alla nostra comunità e che guarda con ambizione al futuro». Poi Sospiri ha aggiunto: «Siamo onorati che gli spazi del Consiglio Regionale sono stati scelti per ospitare questa mostra. Probabilmente una scelta dovuta, visto che l'azienda ha un ottimo rapporto con la regione Abruzzo e soprattutto con la città dell'Aquila. Io ricordo perfettamente quello che è successo durante il terremoto del 6 aprile 2009, quando Dompé fu una delle prime aziende a dare il suo contributo per L'Aquila e non ha mai pensato di dismettere la sua produzione da questo sito, anzi di rilanciarla. Per noi è un'eccellenza all'interno del polo farmaceutico aquilano che è di preminenza in Abruzzo, senza contare che è anche uno dei target maggiormente performanti dell'export abruzzese. Siamo noi molto onorati che ancora una volta, con questo gesto simbolico, si è voluto stringere moralmente un rapporto molto forte con la Regione Abruzzo e la città dell'Aquila».

Per il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi «la storia di Dompé nel capoluogo abruzzese rappresenta un esempio straordinario di come una grande realtà industriale possa diventare parte integrante della crescita e dell'identità di una città. Da oltre 30 anni il polo di Campo di Pile unisce produzione, ricerca, innovazione e alta specializzazione, dando lavoro a centinaia di persone e portando il nome dell'Aquila nel mondo attraverso prodotti esportati in oltre 40 Paesi. In un anno così importante, come L'Aquila capitale della cultura 2026, raccontare questa storia significa ricordare che la nostra identità è fatta anche di un tessuto produttivo e scientifico di assoluto valore, Il Polo Dompé di Campo di Pile è una delle realtà che meglio rappresentano questa dimensione dell'Aquila contemporanea: una città che conserva le proprie radici, ma che sa guardare al futuro attraverso la ricerca, l'innovazione e il lavoro. Ringrazio la Fondazione Dompé per aver scelto di raccontare questa storia proprio in occasione della Capitale della cultura».

L'esposizione

La mostra, a ingresso libero, è aperta fino al 2 ottobre, dalle ore 8.30 alle 19.30, con ingresso libero.

L'esposizione parte dalla Farmacia centrale Dompé di piazza della Scala a Milano, rilevata alla fine dell'Ottocento, e dalle prime specialità del fondatore, Onorato Dompé. Con il figlio Franco, l'azienda compie nel dopoguerra il salto industriale: successivamente ai bombardamenti del 1944, che colpirono la storica sede di via San Martino, è lui a guidarne la ricostruzione e a inaugurare nel 1951 il nuovo stabilimento milanese, avviando la stagione della moderna produzione farmaceutica. A questi anni l'incontro con la grande grafica italiana: in mostra le copertine e le campagne pubblicitarie firmate dai designer Franco Grignani, direttore artistico di Bellezza d'Italia, la rivista aziendale destinata ai medici.

La seconda sezione segue le tappe del polo Dompé di Campo di Pile all'Aquila, dall'inaugurazione del 21 giugno 1993, alla presenza del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, fino alla nascita degli stabilimenti biotech destinati alla ricerca e alla produzione di un farmaco per una rara patologia della cornea basato sula Fattore di crescita nervoso (Nerve growth factor o Ngf).

Tra i materiali esposti anche un ampio articolo del 1949 firmato dallo scrittore abruzzese, Giovanni Titta Rosa sulle pagine di Bellezza d'Italia, dedicato all'Aquila e all'Abruzzo.

Il percorso si chiude con la nascita della Fondazione Dompé che oggi custodisce la memoria storica dell'azienda e la proietta nel futuro attraverso un network internazionale di giovani talenti della ricerca sostenuti con le borse di studio in Italia e negli Stati Uniti.

Il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, Sergio Dompè e il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi