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Il caso

Dissequestrati i beni all'imprenditore Pacilli

Nessun bene dell'imprenditore o dei familiari è dunque rimasto sottoposto a vincoli: la nota dei legali

Il legale Milo
Il legale Milo
di Pino Veri
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AVEZZANO. Maxi risarcimento per Massimo Pacilli noto imprenditore avezzanese nel campo dei petroli che è consistito in una somma in contanti fino all’importo di 32.595 euro, assieme a una autovettura Audi RS 6, una autovettura Ferrari modello Purosangue, e vari orologi preziosi di marca Breguet 2349, un Tommaso Buti, un Audemars Piguet, un Baume e Mercier, due Rolex, un anello marchiato Bulgari, tre collane marchiate Bulgari.

Nessun bene dell'imprenditore o dei familiari è dunque rimasto sottoposto a vincoli: ne danno notizia ufficiale gli avvocati Pasquale Milo e Massimiliano Zitti, «nell'interesse del proprio patrocinato Pacilli Massimo, in relazione all'operazione della Guardia di Finanza di Pescara denominata Red Gold, eseguita con perquisizioni e sequestri in Avezzano il 9 aprile 2026. Segnalano dunque che con provvedimento immediatamente esecutivo del 24 settembre 2026 la Corte di Cassazione sezione terza penale accogliendo il ricorso da loro presentato, ha annullato senza rinvio l'ordinanza del Tribunale del Riesame dell’Aquila datata 21 maggio 2026 e l'ordinanza di convalida del sequestro preventivo emessa dal GIP del Tribunale di Avezzano il 4 maggio 2026, restituendo al loro assistito i beni oggetto di sequestro».

L’abitazione di Pacilli, situata in pieno centro ad Avezzano, fu fatta oggetto del blitz che non era possibile non notare dal momento che insomma, auto dei militari eseguirono gli interventi che poi dettero origine ai sequestri.