L'appello
Aurora, l'USIF chiede verità e una riforma coraggiosa della formazione: «Non deve restare solo un nome da ricordare»
di Tito Di Persio

MARSICA. Un pizzico di Marsica (e che Marsica!) a Fano Adriano il suggestivo borgo arrampicato sulle pendici del Gran Sasso, che ogni estate si trasforma in un crocevia di storia, fede e giornalismo. L’altro giorno Corrado Oddi ha presentato il film sul primo biografo di San Francesco. In dialogo con lui Stefano Pallotta, consigliere nazionale dell'Ordine dei Giornalisti. Due a loro modo intellettuali marsicani in trasferta dunque: e tra i premiati della quinta edizione anche il medievista Franco Cardini.
Fano Adriano è la patria di don Giuseppe Zilli, lo storico direttore di Famiglia Cristiana che seppe trasformare il settimanale paolino in una delle voci più autorevoli dell'informazione italiana. In suo onore, dal 17 al 19 luglio, il paese teramano ha ospitato la quinta edizione del Premio Giuseppe Zilli per il giornalismo, promosso dall'omonima associazione con il sostegno del Comune di Fano Adriano e dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo.
Il film scritto e interpretato da Corrado Oddi, dedicato alla figura di Tommaso da Celano è stato descritto da Stefano Pallotta giornalista che orgogliosamente rivendica il suo ruolo da intellettuale non certo di formazione confessionale. Vissuto tra il 1190 e il 1265, frate minore e uomo di lettere, Tommaso da Celano (e dunque marsicano) è la voce a cui dobbiamo il ritratto più antico e umano di Francesco d'Assisi: il film, diretto da Matteo Vanni su soggetto dello stesso Corrado Oddi e sceneggiatura firmata insieme a Emanuele Imbucci, muove da un espediente narrativo contemporaneo — la scoperta di un manoscritto inedito.
Con il Comune di Celano in collaborazione con Kahuna Film, Dado Production e Tuscany Film Production, con il sostegno della Regione Abruzzo, Parola di Tommaso ha ottenuto il patrocinio del Comitato nazionale per le celebrazioni dell'ottavo centenario della morte di San Francesco e il riconoscimento di Film d'Essai da parte del Ministero della Cultura.
Non è un caso che il progetto sia nato da un attore di origini marsicane appunto: Oddi, laureato in Materie Letterarie con una tesi sui giullari medievalie che ha raccontato di aver dedicato oltre dieci anni allo studio di questa figura rimasta a lungo nell'ombra. «Parola di Tommaso è la parola di Francesco», ha sintetizzato: senza la scrittura del frate celanese, sostiene, il mondo non avrebbe conosciuto il Francesco che conosciamo oggi. A Fano Adriano, dopo la proiezione, Corrado Oddi ha dialogato con Stefano Pallotta, ora consigliere nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, in un confronto pensato per leggere la figura e l'opera di Tommaso da Celano anche da una prospettiva che è propria del Premio stesso — quella della parola come strumento di verità e di memoria. Il racconto di Pallotta, sentito questa mattina al telefono è entusiasta