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di Redazione L'Aquila

CELANO. Per la Festa delle donne, l’amministrazione Comunale di Celano, su iniziativa della presidente del Consiglio Comunale, Silvia Morelli, porta in scena all’Auditorium Fermi, domani, sabato 7 marzo, ore 21, con ingresso gratuito, "Elettra", il dramma delle priorità di e con Alessandra Barbonetti, regia Gabriele Namio, Una produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo (Tsa).
«Il focus dello spettacolo - spiega il regista Namio - ruota intorno a due punti cardine: il nucleo familiare e le priorità dell’essere umano. L’attenzione è tutta sulla parola, protagonista assoluta dello spettacolo. Da qui la decisione di evitare distrazioni musicali ed eventuali orpelli recitativi. La musica è presente nei tre momenti principali della drammaturgia: inizio, punto di svolta, fine. La scena è ricca di oggetti di uso quotidiano, ognuno dei quali rappresenta gli altri personaggi che correlano con Elettra il mito dal quale lo spettacolo prende spunto, e che inevitabilmente vengono trattati dalla protagonista con empatia e psicologia reali».
Lo spiega: «Infatti, dietro le parole di Elettra sin da subito si capisce come lei abbia vissuto tutta la sua vita in base al legame e ai rapporti più o meno sani che aveva con la sua famiglia. Non ha mai tentato di uscire dal nucleo familiare, non ha mai sognato un futuro per sé dove c’era solo lei stessa al centro, non si è mai vista da sola senza almeno uno della sua famiglia, perché lei aveva ragion d'essere e di esistere solo grazie a loro. E ha sempre pensato che fosse una condizione reciproca. Anche adesso che è sola il suo unico obiettivo è, guarda caso, legato all’omicidio di sua madre e i rimpianti che ha riguardano una Elettra e una famiglia che vivono nel passato».
La trama
Sono passati ormai sette anni da quando Elettra è stata mandata via dal palazzo. Dieci anni da quando suo padre, Agamennone, fu assassinato ad opera di Clitemnestra, sua madre, ed Egisto, L’amante. Ora è tempo di vendetta e gli assassini devono morire. È questo l’unico obiettivo di Elettra. Dopo l’esilio, infatti, è costretta a passare le sue giornate con l’unica compagnia di sè stessa e dei suoi piani vendicativi, ma adesso l’attesa è finita, e sua madre sta arrivando.
Ma l’omicidio di un padre può essere tanto doloroso da farti diventare l’assassino di tua madre? Attraverso un ironico rapporto con il pubblico, Elettra ripercorrerà le vicende della tragica storia della sua famiglia, trovandosi intrappolata, infine, nel fragile filo del rapporto materno, ancora pieno di dolorosi dubbi, profonde ferite ed incancellabile amore.