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Bilancio regionale, l'opposizione abruzzese presenta piano alternativo

Per i consiglieri di Patto per l’Abruzzo è necessario che il bilancio destini risorse al sostegno dei principali comparti economici regionali, non trascuri il sociale e rilanci la cultura e il welfare

Nella foto: Antonio Blasioli e Silvio Paolucci (Pd); Luciano D’Amico (Gruppo misto); Francesco Taglieri (M5S); Alessio Monaco (Avs)
Nella foto: Antonio Blasioli e Silvio Paolucci (Pd); Luciano D’Amico (Gruppo misto); Francesco Taglieri (M5S); Alessio Monaco (Avs)
di Stefano Recanati
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L'AQUILA. Il Patto per l’Abruzzo porta in aula una serie di proposte concrete per contrastare quella che definisce una “manovra di tagli” del governo di centrodestra regionale, in vista del Consiglio del 29 dicembre.

«Il nostro obiettivo è chiaro - hanno affermato i Consiglieri regionali di opposizione - pur nella condizione fortemente problematica in cui l’Abruzzo è stato spinto da sette anni di governo del Centrodestra, è necessario che il bilancio destini risorse al sostegno dei principali comparti economici regionali, non trascuri il sociale e rilanci la cultura e il welfare come leve di coesione e di contenimento della crisi provocata dal Governo regionale».

I consiglieri accusano l’esecutivo di aver presentato un bilancio privo di visione strategica, caratterizzato da nuove tasse, tagli ai servizi e ricorso all’indebitamento, incapace di affrontare le criticità strutturali del territorio.

Le proposte alternative Sostegno ai Comuni: creazione di un fondo per la ripartizione equa delle risorse basato su criteri oggettivi (abitanti, aree interne, dimensioni), superando la logica delle “mance”. Rifinanziamento per viabilità e sicurezza stradale.

Sanità: potenziamento degli screening oncologici, del trasporto sociosanitario e dell’assistenza ai fragili, con investimenti per l’adeguamento delle strutture ospedaliere.

Mobilità: reintroduzione del Biglietto Unico Regionale (ABRU) a 1,40 euro, gratuito per studenti, per favorire il trasporto pubblico e contrastare lo spopolamento delle aree interne.

Settori produttivi: fondi per agricoltura (danni da peronospora e fauna selvatica), pesca, artigianato e microcredito per innovazione e occupazione.

Sport e turismo: rimodulazione dei fondi destinati al ritiro del Napoli Calcio verso lo sport dilettantistico locale. Investimenti su sentieristica, turismo religioso e valorizzazione delle tradizioni.

Cultura: rafforzamento del fondo cultura per sostenere le realtà territoriali, evitando la concentrazione su pochi grandi eventi

 Sociale: incremento del fondo per morosità incolpevole, edilizia popolare, protezione civile, comunità energetiche rinnovabili e sostegno alle donne vittime di violenza.

«Il bilancio dovrebbe essere lo strumento per orientare la crescita, ridurre le disuguaglianze e rafforzare i settori strategici - concludono i consiglieri - da anni, invece, assistiamo a una logica di tagli indiscriminati per coprire i buchi generati da una gestione delle risorse finalizzata alla mera conquista del consenso elettorale».