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di Redazione L'Aquila

AVEZZANO. C’è una polemica politica, oltre alla conseguente indagine giudiziaria, sulla morte dello sconosciuto avvolto dalle fiamme mentre tentava di scaldarsi e deceduto la notte ad Avezzano in via Mazzarino la strada situata a nella parte sud della città e sede dell’ex Ufficio Postale.
La sopisce l’avvocato Gianluca Presutti il quale ad Abruzzo Daily spiega perché le responsabilità oggettive del Comune non sono ipotizzabili: «L’immobile interessato dall’incendio è di proprietà privata e, tra l’altro, è condizionato da un vincolo della Soprintendenza che rende più complessa e costosa – per il privato stesso - ogni operazione. Non è arrivata ai dirigenti dell’ente alcuna denuncia per occupazione o ingresso abusivo».
Non era possibile in nessun modo intervenire dunque e ancora: «Non ci risultano neppure denunce arrivate alle forze dell’ordine. C’è stato un sopralluogo degli amministratori su input dell’associazione del quartiere, ma solo per verificare se e come si poteva trovare una strada di valorizzazione dello stesso immobile a fini culturali o a beneficio della zona. Strada complessa, non solo perché di proprietà privata ma anche per il costo dell’operazione e il vincolo apposto. Quando si è trattato di un edificio pubblico, come la ex casa di riposo di via Toscana (caso qui citato proprio oggi, ndr), abbiamo individuato un modo per garantire la tranquillità dei cittadini. Quello che è accaduto a via Mazzarino poteva succedere lì».