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di Redazione L'Aquila

AVEZZANO. L’Istituto don Orione di Avezzano ha annunciato l’abbandono della postazione marsicana, o meglio l’allontanamento dei sacerdoti per mancanza di vocazioni. Per questo un incontro atteso e partecipato si è svolto all’Istituto Don Orione, dove il Comitato Amici di Don Orione, numerose associazioni, il clero, sindaci della Marsica e rappresentanti della politica regionale si sono ritrovati per riflettere su una notizia che ha colpito la città: il ritiro dei sacerdoti dell’Opera orionina da Avezzano previsto per giugno 2026.
Don Orione (San Luigi Orione) si interessò principalmente del soccorso e dell'assistenza degli orfani rimasti senza famiglia a causa del terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, che devastò Avezzano e i paesi limitrofi. Ma cosa rappresenta don Orione per la Marsica? Don Orione (San Luigi Orione) si interessò del soccorso e dell’assistenza degli orfani rimasti senza famiglia a causa del terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, che devastò Avezzano e i paesi limitrofi. Insomma, salvò una generazione di marsicani?
Si può dunque accettare una scelta seppur motivata dalla Congregazione con la mancanza di vocazioni? In sala era presente il vescovo, Giovanni Massaro che è chiamato a interessarsi e prendere a cuore la vicenda. Più che tra il pubblico (sindaci compresi) diciamo che, insomma, sarebbe stato meglio vederlo sul palco.
Tra gli interventi che hanno segnato la serata, quello del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, che ha interpretato il sentimento diffuso nella popolazione: «Ho ascoltato attentamente le relazioni, ma resta il fatto che ci state dicendo che ve ne andrete. E non è una buona notizia. Il Comitato e tutte le persone che mi hanno parlato – ha proseguito Di Pangrazio – chiedono con forza che i sacerdoti rimangano. Ne abbiamo qui di capaci, solidi, volenterosi. E pensare che a giugno se ne andranno ci lascia increduli».
Parole pronunciate non solo a nome dell’amministrazione avezzanese, ma anche dei numerosi sindaci e rappresentanti regionali presenti. Il primo cittadino, richiamando la storia comune, ha ricordato come San Luigi Orione non sia soltanto una figura religiosa, ma una parte dell’identità marsicana: «Don Orione è un’entità che rappresenta tutta la Marsica. Lo abbiamo vissuto passo dopo passo, attraverso generazioni. Qui non parliamo solo di un’opera, ma di un pezzo di storia. Chiediamo un occhio di attenzione, per la Marsica, per Avezzano, per una storia che non merita di essere interrotta. Siamo coraggiosi, forti, generosi, ma anche determinati nel difendere le nostre istituzioni. Non abbiamo mai chiesto un euro per la struttura. Continueremo a farlo, ma chiediamo che la vostra posizione venga rivista».
Ovviamente non è messa in discussione la presenza della sede che tutela gli anziani e il personale addetto.