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L'inchiesta

Abruzzo, maxi blitz italo-francese contro il traffico di migranti - Il prezzario per i viaggi: 50 euro a piedi

Operazione congiunta tra le procure di Imperia e Nizza: 15 provvedimenti restrittivi tra l’Italia e la Francia per smantellare una rete di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Abruzzo, maxi blitz italo-francese contro il traffico di migranti - Il prezzario per i viaggi: 50 euro a piedi
di Luca Di Renzo
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L'AQUILA. Un’importante operazione di polizia internazionale, condotta in stretta sinergia tra Italia e Francia, ha portato all'alba di oggi allo smantellamento di una strutturata rete criminale dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

L’inchiesta, che vede come centri nevralgici le città di Imperia e Nizza, ha esteso le sue propaggini fino in Abruzzo, coinvolgendo direttamente la provincia di L’Aquila, oltre a quelle di Torino, Marsiglia e Nantes. Le autorità giudiziarie dei due Paesi hanno dato esecuzione a un totale di 15 provvedimenti restrittivi. Nel dettaglio, 9 destinatari sono stati rintracciati sul territorio italiano, mentre i restanti sono stati localizzati in Francia.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di aver organizzato e gestito il trasporto illegale di migranti attraverso i confini europei, sfruttando rotte collaudate e basi logistiche distribuite strategicamente tra il Nord Italia e il territorio transalpino.

​L'attività investigativa, che ha visto il fondamentale contributo dell’Unità di riferimento operativo, ha permesso di ricostruire oltre 200 episodi di passaggio illegale della frontiera. Secondo quanto emerso, l’organizzazione garantiva il transito verso la Francia in cambio di somme di denaro variabili, consolidando un giro d’affari basato sullo sfruttamento della speranza di centinaia di persone.

L'inserimento della provincia di L’Aquila nel raggio d'azione dei provvedimenti odierni conferma la capillarità della rete, capace di ramificarsi lontano dai valichi di frontiera per gestire il reclutamento o l'appoggio logistico dei clandestini.

​Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Imperia e dai magistrati di Nizza, segnando un punto di svolta nella cooperazione giudiziaria bilaterale contro i cosiddetti passeurs. L'operazione odierna rappresenta un segnale forte nel contrasto al traffico di esseri umani, colpendo i vertici e i facilitatori di un sistema che operava sistematicamente violando le norme sulla sicurezza e sul controllo dei flussi migratori.

Scoperto il prezzario per i migranti che variava a seconda del rischio del viaggio. In alcune circostanze, i fermati avrebbero suggerito ai clandestini di nascondersi nel vano di collegamento tra i vagoni ferroviari, esponendoli a rischio per la loro incolumità; in altre occasioni, gli indagati, agendo di notte, hanno violato i sigilli dei camion in sosta presso l'autoporto di Ventimiglia, con destinazione Francia e altri Paesi, per farvi entrare i migranti, con il rischio di asfissia, schiacciamento e disidratazione.

Quanto al prezzario, 300 euro erano chiesti per il viaggio in auto/taxi, il metodo più costoso, considerato più sicuro e discreto; 100 euro per il viaggio clandestino sui mezzi pesanti, con i migranti nascosti nei rimorchi all'insaputa dei conducenti, con un alto rischio per l'incolumità; 70/100 euro per il treno o l'autobus, con la fornitura di documenti falsi, di abiti nuovi per non destare sospetti e di finti bagagli per confondersi tra i pendolari; 50 euro a piedi, attraverso itinerari impervi, attraverso la ripida collina che separa Ventimiglia a Mentone, in alcuni casi con notevoli rischi di cadute da strapiombi e ferimenti.

Oltre al largo utilizzo del contante, per versare le somme chieste i migranti avrebbero utilizzato circuiti bancari e di pagamento italiani, nonché esteri, mediante ricariche su schede prepagate o bonifici su conti controllati dai trafficanti.