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La storia

Un centravanti tanzaniano per il Quadri: è il viceparroco del paese

La società ha tesserato padre Oden, da due anni assegnato alla parrocchia: già si allenava con la squadra che milita in Terza Categoria

Padre Oden al momento della firma
Padre Oden al momento della firma
di Andrea Rapino
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QUADRI. Agli sportivi più avanti con gli anni farà tornare in mente Vincenzo Diodati, ex attaccante di Teramo, Chieti e Lanciano che, una volta appese le scarpe al chiodo, indossò l’abito sacerdotale. Padre Oden Maneck probabilmente non arriverà in serie C, ma anche lui è un attaccante e la tonaca la indossa già: il religioso nato nel 1991 in Tanzania, da due anni viceparroco del paese, è infatti stato tesserato come giocatore dalla Asd Quadri, formazione che si appresta a disputare il campionato di Terza Categoria.

Le iscrizioni al torneo si sono chiuse venerdì scorso, mentre l’ufficializzazione delle partecipanti è attesa per giovedì.

Sarà il secondo campionato consecutivo che torna a disputare la squadra di Quadri, dopo sette anni di assenza dalle competizioni ufficiali. Una squadra rinata grazie all’impegno e alla determinazione dei ragazzi del paese, con la società che ha come presidente Gabriele D’Aloisio.

«Padre Oden aveva iniziato ad allenarsi con noi già dall’anno scorso», racconta Giuseppe Liberatore, uno dei dirigenti, «è un tipo sportivo: cammina, si mantiene in forma, a volte arriva a piedi fino a Pizzoferrato. È venuto al campo e ha chiesto di giocare. Ed è stato ovviamente accolto con piacere. L’anno scorso non è stato possibile tesserarlo per problemi burocratici, ma quest’anno è stato tra i primi a firmare».

«Arrivato dalla Tanzania per dedicare la sua missione alla comunità, padre Oden è diventato in poco tempo una presenza importante per il nostro paese»: così viene presentato il tesseramento del religioso sui social del club.

«È riuscito a creare un bellissimo rapporto con i giovani, con la squadra e con tutta la comunità di Quadri. Un esempio concreto di integrazione, con lo sport ancora una volta capace di unire persone, culture e generazioni. E ora, dopo aver portato la sua parola fuori dal campo, è pronto a portare anche un po’ di… benedizioni sul terreno di gioco!».