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Le risorse

Sblocco fondi per il dissesto idrogeologico: la denuncia del sindaco Legnini

Sollecitati gli interventi urgenti all'incontro con il ministro Musumeci

Nello Musumeci
Nello Musumeci
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Il sindaco di Chieti, Giovanni Legnini, ha incontrato a Roma il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, per denunciare il blocco della ricostruzione post-emergenza a causa del mancato via libera al Decreto della Presidenza del Consiglio di Ministri sui fondi, sollecitando interventi urgenti per la sicurezza del quartiere Santa Maria e delle famiglie coinvolte.

Il dissesto idrogeologico che colpisce Chieti rischia di paralizzare la fase di rinascita della città. È questo il grido d'allarme lanciato dal sindaco Giovanni Legnini durante l'incontro romano con il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, al quale ha chiesto un intervento immediato per sbloccare le risorse economiche e sbloccare l'impasse burocratico che frena Struttura commissariale e amministrazione comunale.

Il nodo delle risorse

Dal punto di vista formale, l'uscita dalla fase di emergenza è avvenuta nell'agosto del 2025, ma a distanza di oltre un anno la transizione verso la ricostruzione è di fatto congelata. Il motivo principale risiede nel mancato perfezionamento del Dpcm previsto dalla Legge n. 40 del 18 marzo 2025, attualmente fermo dallo scorso giugno presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Senza questo provvedimento, il Comune e la Struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, non possono disporre concretamente delle somme necessarie, assumere il personale tecnico indispensabile né affidare gli incarichi di messa in sicurezza.

Nel corso del colloquio, il ministro Nello Musumeci ha assicurato la massima attenzione del Governo sulla vertenza teatina e la piena disponibilità a favorire i passaggi istituzionali ancora mancanti. Un esito positivo che lo stesso Giovanni Legnini ha prontamente condiviso con il governatore Marco Marsilio, ribadendo la necessità di una forte sinergia tra enti locali e istituzioni nazionali.

«Dal punto di vista formale siamo usciti dalla fase dell'emergenza ma oggi questa fase non è ancora concretamente operativa – ha dichiarato il sindaco Legnini –. Il problema non è soltanto la disponibilità delle risorse, ma la possibilità di poterle effettivamente utilizzare. Senza le somme e senza il provvedimento attuativo necessario, il Comune e la Struttura commissariale sono di fatto bloccati».

Il piano degli interventi

Parallelamente al confronto istituzionale, l'amministrazione sta ultimando la stesura del Piano degli interventi, la cui scadenza è stata prorogata al 30 settembre. Il documento, una volta pronto, sarà sottoposto all'approvazione del Commissario e trasmesso al Dipartimento Casa Italia. Nel frattempo, il Comitato tecnico istituito tramite l'ordinanza commissariale n. 3 sta eseguendo nuovi sopralluoghi per monitorare l'evoluzione del movimento franoso nel quartiere Santa Maria e valutare l'agibilità degli edifici a rischio, in vista di possibili nuove ordinanze di sgombero.

«Stiamo facendo la nostra parte e completeremo il Piano entro il nuovo termine del 30 settembre – ha concluso il sindaco Giovanni Legnini –. Ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter lavorare. L'obiettivo è uscire dalla logica dell'emergenza e mettere in condizione Comune e Struttura commissariale di operare per la sicurezza del territorio, la ricostruzione, le delocalizzazioni e il ritorno alla normalità delle famiglie coinvolte».