L'incidente
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di Redazione Chieti

LANCIANO. Si appellano anche alla premier Giorgia Meloni gli avvocati di Pietro Loffredo, al quale sono stati tolti i tre figli minori per essere trasferiti in una casa famiglia del comprensorio frentano.
I più piccoli, di tre e quattro anni, sono stati presi direttamente dalla casa di contrada Iconicella dove vive la famiglia originaria del Napoletano; la maggiore, sette anni, ha trovato ad aspettarla all’uscita da scuola assistenti sociali e agenti in borghese.
«Una formale diffida e istanza urgente è stata inviata alle massime istituzioni dello Stato, alle autorità giudiziarie minorili, ai garanti dell’infanzia, al Comune e al Servizio sociale di Lanciano, chiedendo piena trasparenza sull’allontanamento immediato dei tre», annuncia un comunicato congiunto degli avvocati Angelo Pisani, Sergio Pisani, Rita Ronchi e Antonella Esposito.I legali, che ieri hanno informato per primi la stampa della vicenda, tornano oggi sul caso.
«Alla madre non è stata concessa nemmeno la possibilità di consegnare al bambino più piccolo il suo ciuccio, né di raccogliere cambi di vestiti o pigiamini per i figli», lamentano, «il ciuccio, un indumento o un oggetto familiare per un bambino rappresentano appigli di sicurezza in un momento così traumatico: privarlo anche di questo, significa aggiungere sofferenza alla sofferenza, e rischiare di trasformare un intervento di protezione in un trattamento disumano e degradante».«L’accaduto è reso ancora più drammatico dal fatto che uno dei genitori porta già il peso di un trauma devastante», ricordano gli avvocati. Pietro Loffredo, padre dei tre bambini, ha infatti perso nel 2014 la figlia Fortuna, che venne barbaramente uccisa in un complesso di edilizia popolare a Caivano, in provincia di Napoli.
«Chi ha conosciuto una perdita simile non può subire una nuova separazione così traumatica», affermano i legali.
Sulla nuova vicenda lamentano poi che «un allontanamento come questo impone la massima trasparenza e una verifica immediata e indipendente. Qualsiasi situazione sia stata accertata sarebbe stato doveroso e sufficiente imporre un termine ai genitori suggerendo gli opportuni accorgimenti. Non mi spiego come sia stato possibile tutto ciò e chiediamo l’immediato intervento della Meloni».
Anche lo stesso Pietro Loffredo, venditore ambulante e lavorante agricolo stagionale, è voluto intervenire direttamente sulla vicenda, aprendo la porta di casa alle telecamere della Rai e pubblicando sui social nel quale racconta l’accaduto e ribatte ai rilievi sollevati. Alla base della decisione seguita a un rapporto dei carabinieri di pochi giorni prima, ci sarebbero le condizioni igienico sanitarie della casa e la presenza di cani nell’abitazione. Perciò Loffredo ha ripreso cortile e stanze, inquadrando i cani e facendo notare che sono tre piccoli chihuahua regalati ai figli, e spiegando che il disordine era dovuto al fatto che la moglie non aveva ancora fatto le pulizie giornaliere, mentre sui muri c’erano semplicemente scarabocchi fatti dai bambini.