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I confini

Parco della Costa dei trabocchi, osservazioni di Lanciano: fuori le aree residenziali, più tutela per quelle ricche di biodiversità

La giunta approva e invia il documento al ministero: chiede di allontanare da Santa Rita il confine della zona protetta della Costa dei trabocchi e vincoli più severi per alveo del Feltrino e bosco di Mozzagrogna

Fiume Feltrino
Fiume Feltrino
di Andrea Rapino
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LANCIANO. Escludere dalla perimetrazione del costituendo Parco della costa dei trabocchi aree ormai oltremodo antropizzate: anche il comune di Lanciano, sulla falsa riga di quanto già fatto da altre amministrazioni, chiede di “restringere” i confini dell’area protetta destinata a nascere a ridosso del litorale frentano.

La giunta ha dato il via libera al documento, già inviato al Ministero, che chiede una profonda revisione della mappatura: il Parco rischia infatti di imporre forti norme di salvaguardia anche ad aree diventate ormai zone residenziali, come quelle di Villa Martelli e Villa Carminello, a ridosso del quartiere Santa Rita, dove negli ultimi anni sono sorti edifici residenziali, infrastrutture, attività commerciali e artigianali.

La giunta del sindaco Filippo Paolini propone invece un livello più alto di protezione per il bosco di Mozzagrogna, già “zona speciale di conservazione” e altre aree di valore naturalistico, come ad esempio l’alveo del fiume Feltrino, porzione del territorio che avrebbe i requisiti per una maggiore tutela della biodiversità per la quale andrebbero portate avanti operazioni di tutela e di recupero.