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Il delitto

Omicidio Andrea Cirilli: autorizzata la perizia psichiatrica per il padre Antonio (e cosa c'entra Garlasco)

Il gip di Vasto concede il via libera all'esame specialistico su Antonio Cirilli, il dirigente ASL che ha confessato l'uccisione del figlio; attesi anche i rilievi con scanner 3D sulla scena del crimine

Omicidio Andrea Cirilli: autorizzata la perizia psichiatrica per il padre Antonio (e cosa c'entra Garlasco)
di Redazione Chieti
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CHIETI. Si terrà la prossima settimana il primo colloquio in carcere tra Antonio Cirilli, il dirigente della ASL di Chieti accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere, e lo psichiatra molisano Vincenzo Vecchione. L'incontro è stato formalmente autorizzato ieri dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vasto, accogliendo la richiesta di perizia di parte avanzata dai legali dell'uomo. I fatti risalgono a domenica 19 aprile, quando il 52enne, durante un violento litigio avvenuto tra le mura domestiche in assenza di altri familiari, ha colpito a morte il figlio Andrea Cirilli, 21 anni, sferrando tre colpi con un'accetta.

Il corpo della vittima è stato successivamente trascinato nel garage dell'abitazione. Secondo la tesi sostenuta dalla Procura, l'intento dell'indagato era quello di caricare il cadavere nel bagagliaio dell'auto per occultarlo, ma l'intervento tempestivo dei Carabinieri, allertati da un condomino che aveva assistito alla scena, ha interrotto l'azione.

La strategia difensiva, curata dall'avvocato Antonio Fiorini, punta con decisione sulla legittima difesa. Nonostante nel corso dell'interrogatorio di garanzia Antonio Cirilli abbia scelto di non rispondere al giudice, ha comunque rilasciato una lunga dichiarazione spontanea. In tale sede, il 52enne ha raccontato di essere stato minacciato dal figlio con un coltellino a serramanico, reagendo in preda all'esasperazione di un conflitto culminato nel sangue.

Le indagini tecniche proseguiranno a metà della prossima settimana con un nuovo sopralluogo nell'abitazione del delitto. Gli inquirenti utilizzeranno uno scanner 3D, una tecnologia avanzata già impiegata per il delitto di Garlasco, per ricostruire con precisione millimetrica la dinamica del delitto.

Ulteriori risposte fondamentali per definire il quadro probatorio sono attese dall'esame forense sui dispositivi elettronici sequestrati e dal deposito della relazione finale relativa all'autopsia, che dovrà chiarire l'esatta natura delle lesioni letali.