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di Luca Di Renzo

SILVI. L'inchiesta sulla morte di Massimo Ciarelli entra nel vivo. Con la conclusione dell'autopsia eseguita all'obitorio dell'ospedale di Teramo, la Procura dispone ora di un ulteriore tassello investigativo mentre proseguono gli accertamenti destinati a fare piena luce sull'incidente costato la vita al 43enne, avvenuto mercoledì sera lungo la Statale 16, tra Silvi e Marina di Città Sant'Angelo, al termine di un inseguimento con i carabinieri.
L'esame autoptico è stato eseguito dall'anatomopatologa Maria Luisa Fedeli, incaricata dalla pubblico ministero Elisabetta Labanti, titolare del fascicolo aperto per omicidio stradale. Al termine dell'accertamento il medico legale ha lasciato l'obitorio senza rilasciare dichiarazioni, mantenendo il massimo riserbo su un'indagine particolarmente delicata. Sarà la relazione autoptica, insieme agli altri accertamenti tecnici già disposti dagli investigatori, a contribuire alla ricostruzione dell'esatta dinamica dei fatti.
L'indagine, coordinata dalla Procura di Teramo, resta nella fase preliminare e, allo stato attuale, non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Le attività investigative sono affidate alla Polizia Stradale di Teramo e alla Polizia Locale di Silvi, impegnate nella ricostruzione di ogni fase dell'inseguimento e del successivo impatto.
Un ruolo centrale sarà affidato ai filmati della dash cam installata sull'auto dei carabinieri coinvolta nello schianto, alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti lungo il tragitto e alle testimonianze raccolte nelle ore successive all'incidente. A questi elementi si affiancherà la consulenza cinematica sui mezzi sequestrati, indispensabile per determinare velocità, traiettorie, punti d'urto ed eventuali responsabilità.
Secondo quanto ricostruito finora, l'inseguimento sarebbe iniziato a Montesilvano, dove Ciarelli, alla guida di un maxi scooter con un passeggero, non si sarebbe fermato all'alt intimato da una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri. La fuga si sarebbe conclusa a Silvi, in corrispondenza della rotatoria dell'Expo sulla Statale 16, con il violento impatto contro una seconda pattuglia dell'Arma intervenuta in supporto. Nell'urto il 43enne ha perso la vita, mentre il passeggero è rimasto illeso.
Tra le valutazioni della Procura rientra anche il possibile utilizzo del nuovo modello 45-bis, introdotto dal Ministero della Giustizia per consentire lo svolgimento di accertamenti irripetibili nei procedimenti che coinvolgono appartenenti alle forze dell'ordine senza procedere all'immediata iscrizione di indagati.
Massimo Ciarelli era conosciuto alle cronache giudiziarie per l'omicidio dell'ultrà del Pescara Domenico Rigante, avvenuto nel 2012. Condannato inizialmente a trent'anni di reclusione, aveva visto la pena ridursi a diciassette anni dopo la pronuncia della Corte di Cassazione. Da circa tredici mesi si trovava in regime di semilibertà e aveva intrapreso un percorso di reinserimento sociale collaborando con l'associazione "Voci di Dentro" di Chieti, impegnata nelle attività di sostegno al mondo penitenziario. Chi lo aveva conosciuto negli ultimi mesi racconta di un uomo impegnato a ricostruire la propria vita, dedito al lavoro e al supporto dei detenuti nella predisposizione di ricorsi e istanze, con il desiderio di lasciarsi alle spalle il proprio passato.
Le prossime settimane saranno decisive per l'evoluzione dell'inchiesta. L'esito dell'autopsia, le analisi tecniche sui veicoli e la visione dei filmati consentiranno alla Procura di definire con maggiore precisione le responsabilità e la successione degli eventi che hanno portato al tragico epilogo sulla Statale 16.