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Parco Nazionale Costa dei Trabocchi, il Wwf invia una diffida al ministero per accelerare la tutela

L'associazione chiede interventi immediati per bloccare rischi di compromissione dell'area protetta dopo la sentenza del Tar

Luciano Di Tizio
Luciano Di Tizio
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Il WWF Italia ha inviato lo scorso 1⁰ luglio una formale diffida al ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per sollecitare l'istituzione del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina, richiedendo l'applicazione urgente delle misure di salvaguardia previste dalla legge per proteggere l'ecosistema locale. L'azione, che coinvolge anche la Presidenza del Consiglio, la Regione Abruzzo, i 19 Comuni interessati e l'Arma dei Carabinieri, mira a evitare ulteriori danni ambientali nell'area lungo la costa abruzzese.

La battaglia legale

La diffida giunge in seguito a una recente pronuncia del Tribunale amministrativo regionale Abruzzo, che ha ordinato al ministero di procedere alla formale costituzione del parco entro un termine perentorio di 90 giorni. In caso di perdurante inadempienza, l'autorità giudiziaria ha previsto la nomina di un Commissario ad acta.

Le dichiarazioni

Durante la conferenza stampa tenutasi a Chieti, Luciano Di Tizio, presidente nazionale del WWF Italia, ha sottolineato l'urgenza di non perdere ulteriore tempo: "L'auspicio è che ora si dia finalmente forma ad un Parco che sarà insieme un efficace presidio ambientale e un volano per un'importante crescita sociale, rispettosa della natura e delle future generazioni". All'incontro erano presenti anche Filomena Ricci, delegata regionale, Dante Caserta, direttore affari legali e istituzionali, e l'avvocato Alessandro Corporente, che ha curato il ricorso.