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La vicenda

Famiglia del bosco, i figli superano gli esami di ammissione

Il legale della coppia, Simone Pillon, sottolinea il successo scolastico dei minori e rinnova la richiesta di un immediato rientro in famiglia

Il legale Pillon
Il legale Pillon
di Luca Di Renzo
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CHIETI. I tre figli della cosiddetta famiglia del bosco hanno superato positivamente gli esami di idoneità per la classe successiva nella casa-famiglia di Vasto dove sono ospitati. La notizia è stata resa nota in questi giorni a seguito dello svolgimento delle prove.

Il successo scolastico 

La conferma è giunta dall'avvocato Simone Pillon, legale della coppia anglo-australiana coinvolta nella complessa vicenda dell'allontanamento dei figli, disposto dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Nonostante la delicata situazione personale e la permanenza, dallo scorso novembre, all'interno di una casa-famiglia a Vasto, i tre minori – la primogenita ammessa alla quarta classe e i gemelli alla seconda – hanno affrontato e superato brillantemente gli esami di idoneità. Secondo quanto riferito dal legale, questo risultato avvalora la bontà del percorso di scuola parentale scelto originariamente dai genitori e continuato con impegno anche durante l'anno trascorso lontano da casa, grazie al supporto di una maestra all'interno della struttura.

L'istanza di ricongiungimento

Parallelamente al successo scolastico, resta alta l'attenzione sulla richiesta di ricongiungimento presentata dall'avvocato Pillon il 25 giugno scorso. Si tratta di un articolato documento di 99 pagine che ripercorre l'intera vicenda processuale e umana della famiglia, introducendo nuovi accertamenti istruttori e fatti sopravvenuti che, secondo la difesa, avrebbero radicalmente mutato il quadro della situazione.

Il legale ha evidenziato il clima di rinnovata collaborazione instauratosi tra le parti, puntando sul dialogo per superare le residue criticità. "Sono state offerte al Tribunale le valutazioni della difesa in ordine al bilanciamento dei nuovi elementi - ha spiegato Pillon -. Si è infine rappresentato al Tribunale che ormai tutti i soggetti coinvolti, dalla Ctu ai consulenti di parte fino all'equipe di Neuropsichiatria infantile e alla comunità scientifica nazionale, chiedono che sia disposto rispettivamente un 'precoce', 'immediato' e 'urgente' rientro dei minori in famiglia".