Sisma
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di Redazione Chieti

CHIETI. Stamattina, 29 ottobre, a Chieti, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Legnini ha promosso la prima riunione operativa con la direzione regionale Abruzzo e Molise dell’Agenzia del Demanio diretta da Caterina Micossi, alla presenza del Presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna, per avviare concretamente il «Piano Città».
L’iniziativa mira a censire, riorganizzare e riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico dismesso o sottoutilizzato sia nel centro storico sia a Chieti Scalo, trasformando contenitori vuoti in hub strategici per servizi essenziali , studentati universitari e nuovi uffici pubblici.
L’ingresso del Comune di Chieti nella rete nazionale del Piano Città rappresenta un passaggio cardine inserito nelle linee programmatiche dell’esecutivo Legnini. Inserendosi in un programma di valenza strategica coordinato dall’Agenzia del Demanio — che coinvolge finora 37 centri urbani in tutta Italia — la municipalità teatina punta a superare la storica frammentazione degli interventi edilizi isolati. Attraverso una pianificazione coordinata e la sinergia istituzionale con la Provincia di Chieti, il progetto definisce una mappa completa degli asset di proprietà statale e locale per riconvertirli a vantaggio della collettività e della sostenibilità urbana.
«L’ingresso di Chieti nel Piano Città dell’Agenzia del Demanio è un passo decisivo per il futuro del nostro territorio – ha evidenziato il sindaco Giovanni Legnini –. Non parliamo di meri interventi edilizi isolati, ma di una visione di rigenerazione urbana integrata che mira a rendere la città più moderna, sostenibile e funzionale. Con questa prima mappatura condivisa insieme all'Agenzia del Demanio e alla Provincia diretta dal Presidente Francesco Menna, abbiamo posto solide basi metodologiche. Proseguiremo a stretto contatto per definire i progetti pilota, garantendo trasparenza, tempestività e ampio coinvolgimento della comunità».
Mappatura degli immobili pubblici
Il tavolo di lavoro odierno ha tracciato una ricognizione capillare dei principali contenitori edilizi in disuso presenti sia sulla collina sia a valle. Il punto di partenza operativo è rappresentato dal recupero, già avviato, delle ex caserme Buccianti e Berardi, considerate la pietra miliare della riqualificazione cittadina. L’analisi è stata estesa a compendi di primaria importanza, tra cui il Palazzo ex Inpdap di proprietà Invimit, i fabbricati destinati a costituire il futuro Polo giudiziario, Palazzo De Pasquale e il complesso del San Camillo.
Particolare attenzione è stata rivolta al potenziamento dei servizi dedicati all'istruzione superiore e alla residenzialità universitaria: a tal fine sono stati individuati complessi storici di rilievo quali le ex Clarisse, il Santissimo Rosario e Santa Maddalena, oltre a vari asset gestiti dalla Asl. Sul versante di Chieti Scalo, i riflettori si sono accesi su Piazza Carafa, sull’ex Mattatoio a Madonna delle Piane, sull’area dell’ex Fornace e sugli spazi pubblici disposti lungo via Aterno.
Sviluppi futuri e impatto sulla comunità
Con la prima ricognizione completata, il tavolo istituzionale entrerà nei prossimi mesi nella fase operativa dedicata alla selezione dei progetti pilota e alla definizione della destinazione d'uso ideale per ciascuna struttura. La riorganizzazione integrata consentirà di azzerare i costi di locazione passiva sostenuti dalle amministrazioni pubbliche, concentrando i servizi al cittadino in sedi ammodernate ed efficienti. La trasformazione degli spazi degradati in luoghi di aggregazione sociale e poli universitari confermerà la centralità di Chieti all'interno della rete strategica nazionale di valorizzazione del patrimonio comune.