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di Andrea Rapino

Sono bastati 2,8 millesimi di secondo per decidere il nuovo campione europeo di ciclismo su strada, domenica 4 ottobre. Una distanza praticamente invisibile, tradotta in appena tre millimetri, ha consegnato la medaglia d’oro a Remco Evenepoel e quella d’argento al talento abruzzese Giulio Ciccone. Ma il corridore di Chieti non ha ancora archiviato quel verdetto. All’indomani della volata che ha deciso il titolo continentale in Slovenia, Ciccone è tornato sull’episodio con un lungo intervento pubblicato sui social. Il corridore della Nazionale italiana ha riconosciuto senza esitazioni la straordinaria prova di Evenepoel, definendolo il più forte della gara e sottolineando la capacità del belga di interpretare una corsa particolarmente complessa. Il dubbio di Ciccone riguarda invece esclusivamente il modo in cui è stato determinato l’ordine d’arrivo.
La richiesta del corridore italiano
Ciccone spiega di aver rivisto numerose volte le immagini della volata e di non riuscire a far coincidere ciò che osserva nelle riprese con il risultato ufficiale. Non mette quindi in discussione il valore dell’avversario né chiede che le immagini televisive prendano il posto del sistema ufficiale. La sua richiesta è più precisa: poter vedere il fotofinish relativo esattamente alla linea d’arrivo sulla quale è stato determinato il passaggio delle due biciclette. Il corridore ha raccontato di aver ricevuto nella mattinata le spiegazioni dei commissari e dei tecnici federali sul funzionamento del sistema e sui criteri utilizzati per interpretare l’immagine. Il punto, per lui, non è dunque ottenere un'ulteriore spiegazione tecnica, ma poter verificare direttamente l'immagine corrispondente alla reale linea d'arrivo. Ciccone ha anche chiarito che, qualora quella verifica confermasse il risultato assegnato dai giudici, non avrebbe ulteriori osservazioni da fare. Il suo dubbio, ha spiegato, resta legato alla mancata visione di quella specifica immagine.
La UEC: utilizzati due sistemi indipendenti
La risposta è arrivata nella serata di lunedì 5 ottobre dalla UEC, l’Unione Europea del ciclismo, organizzatrice dei campionati continentali. In una nota ufficiale, la federazione ha spiegato nel dettaglio il funzionamento del sistema utilizzato per il fotofinish, un EtherLynx Vision PRO X capace, in occasione delle gare europee, di effettuare 13mila registrazioni al secondo sulla linea d’arrivo. La UEC ha sottolineato che il fotofinish non deve essere interpretato come una fotografia tradizionale. L’immagine viene infatti costruita mettendo in sequenza temporale le registrazioni effettuate sulla linea: per questo l’asse orizzontale dell’immagine rappresenta il tempo e non la distanza. Una caratteristica che, secondo la spiegazione fornita dalla federazione, può produrre deformazioni apparentemente insolite nelle ruote, nelle biciclette e nei corridori, senza però compromettere la determinazione dell’ordine d’arrivo.
Conta il punto più avanzato della ruota
La UEC ha inoltre ricordato quale sia il criterio applicato nel ciclismo: a determinare il passaggio è la parte più avanzata della ruota anteriore, nel momento in cui raggiunge la linea d’arrivo. Un elemento particolarmente importante in una volata decisa su una differenza tanto ridotta. Per rendere ulteriormente verificabile il risultato, ai campionati europei sono stati impiegati due sistemi indipendenti di fotofinish. Entrambi, secondo quanto comunicato dalla UEC, hanno prodotto immagini separate utilizzate per la verifica dell’ordine d’arrivo. La federazione europea ha concluso la propria nota comunicando che non seguiranno ulteriori dichiarazioni sull’episodio.
Una medaglia d’argento dal sapore particolare
La vicenda resta così legata a una misura quasi impossibile da percepire a occhio nudo. A una velocità prossima ai 50 chilometri orari, pochi millimetri corrispondono a una frazione infinitesimale di secondo. Ciccone ha comunque riconosciuto subito i meriti di Evenepoel. Dopo l’arrivo aveva parlato della delusione per un secondo posto arrivato al termine di una gara nella quale aveva creduto fino all’ultimo, accettando anche l’imprevedibilità che fa parte del ciclismo. È proprio questo il paradosso di una volata decisa al fotofinish: un sistema estremamente preciso può stabilire il vincitore, ma quei pochi millimetri non possono raccontare da soli il valore della prestazione di chi è arrivato secondo. Ciccone resta infatti vicecampione europeo dopo una corsa nella quale ha lottato per il titolo fino all’ultimo istante. E se il fotofinish stabilisce l’ordine d’arrivo, non può trasformare quei 2,8 millimetri in una misura del valore sportivo del corridore.