L'allarme
Emergenza idrica nel Vastese: rottura della condotta a Roccaspinalveti, 15 Comuni a secco
di Luca Di Renzo

CHIETI. La Digos di Chieti e i poliziotti del Commissariato di Vasto hanno identificato e denunciato un uomo e una donna, entrambi residenti a Pescara, ritenuti i presunti responsabili delle scritte ingiuriose e delle minacce comparse lo scorso 13 aprile sui muri di luoghi simbolo della città vastese.
L'operazione, coordinata dalla Procura di Campobasso — competente per i procedimenti che coinvolgono magistrati — è scattata in seguito agli insulti rivolti a giudici, forze dell'ordine e assistenti sociali impegnati nel delicato caso dell'allontanamento dei figli della coppia anglo-australiana residente a Palmoli.
La perquisizione
Durante le perquisizioni, oltre a materiale informatico e vernice, gli inquirenti hanno rinvenuto e sequestrato un allarmante quantitativo di munizioni di vario genere.
Le scritte in vernice rossa erano apparse in coincidenza con il compleanno della madre dei bambini, alla quale non era stata concessa l'autorizzazione per festeggiare con i figli all'interno della struttura protetta.
Le attività investigative hanno permesso di rinvenire nella disponibilità dei due indagati dispositivi elettronici, smartphone, ma anche capi d'abbigliamento compatibili con quelli ripresi dai sistemi di videosorveglianza, tra cui scarpe, un cappellino e le bombolette spray utilizzate per l'imbrattamento. Particolare preoccupazione è stata espressa dagli inquirenti per il ritrovamento delle munizioni, che aggrava la posizione dei due indagati, già accusati di minacce e oltraggio a magistrato.
L'Amministrazione comunale
Il Comune di Vasto, attraverso il sindaco Francesco Menna — anch'egli bersaglio di attacchi e minacce sui social network — ha annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile nel futuro procedimento giudiziario.
Nonostante gli appelli e le manifestazioni pacifiche organizzate dai rappresentanti del presidio a sostegno della famiglia di Palmoli, questi ultimi hanno preso immediatamente le distanze dagli atti vandalici, negando ogni forma di coinvolgimento o condivisione dei toni violenti utilizzati contro le istituzioni e gli operatori sociali.