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Gli insulti

Famiglia nel bosco, le scritte contro giudici e servizi sociali a Vasto: identificati i due sospettati

Svolta nelle indagini sugli atti vandalici ai danni di uffici e scuole

La procura
La procura
di Luca Di Renzo
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VASTO. Le autorità di Vasto hanno identificato i presunti responsabili delle scritte ingiuriose comparse nelle scorse settimane a Vasto. L'operazione, conclusasi nelle ultime ore, è scattata per punire gli atti intimidatori rivolti a magistrati e servizi sociali impegnati nel delicato caso della "famiglia nel bosco".

Le scritte, vergate con vernice spray in diversi punti della città, contenevano pesanti accuse e insulti rivolti a chi sta gestendo la tutela dei minori e la situazione legale del nucleo familiare che per lungo tempo aveva vissuto in condizioni di isolamento.

L'atto era stato immediatamente condannato dalle istituzioni locali, che avevano sottolineato la gravità del clima di intimidazione creato attorno ai professionisti incaricati di far rispettare le decisioni del Tribunale.

Secondo quanto emerso, i due sospettati avrebbero agito mossi dai forti dissapori legati ai provvedimenti restrittivi adottati dall'autorità giudiziaria. Gli inquirenti hanno raccolto elementi probatori definiti significativi, che collegherebbero direttamente i soggetti identificati ai raid notturni che avevano deturpato facciate di edifici storici e istituzionali.

Al momento il fascicolo è al vaglio della Procura della Repubblica. L'operazione mira a ristabilire un clima di sicurezza per i dipendenti pubblici finiti nel mirino delle offese, mentre si attende il completamento delle procedure di pulizia dei muri cittadini di Vasto.