La nota
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di Redazione Chieti

CHIETI. Il ministero della Giustizia ha disposto in data odierna, 4 giugno, l’archiviazione definitiva dell'inchiesta disciplinare a carico dei magistrati del Tribunale dei minorenni dell'Aquila, avviata circa tre mesi fa, precisamente il 17 marzo scorso, escludendo qualsivoglia profilo di illecito nell'operato dei giudici relativo al controverso caso della famiglia del bosco per aver rispettato pienamente le procedure e le norme vigenti.
L’esito dell’ispezione ministeriale
La nota diffusa da via Arenula mette definitivamente fine alle polemiche nate attorno alla gestione giudiziaria dei tre minori anglo-australiani, figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Il fulcro del provvedimento ispettivo risiede nel totale rispetto dell'autonomia della magistratura. Come chiarito dallo stesso ministero guidato da Carlo Nordio, “all’esito dell'inchiesta sulla famiglia anglo-australiana disposta dal ministro della Giustizia, non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati”. Il dicastero ha inoltre puntualizzato che le decisioni di merito, in ossequio all’indipendenza della magistratura, non possono essere oggetto di alcuna valutazione politica o amministrativa.
Le origini del caso
La vicenda trae origine dal provvedimento con cui il Tribunale aquilano aveva sospeso la responsabilità genitoriale della coppia e stabilito l'allontanamento dei tre figli in una struttura protetta. La motivazione dei giudici si fondava sulle condizioni della casa del bosco, ritenuta inadeguata e fatiscente, oltre che sulla carenza di un percorso d'istruzione idoneo per l'età dei bambini.
L’invio degli ispettori aveva scatenato la dura reazione dell'associazione nazionale magistrati e della neopresidente del Tribunale, le quali avevano paventato il rischio di "interferenze indebite" da parte del potere esecutivo. Di contro, la Lega di Matteo Salvini si era spesa pubblicamente a sostegno dei genitori stranieri, amplificando il dibattito politico sul caso.
La posizione della difesa: l’intervento di Simone Pillon
A seguito della notizia di archiviazione, la difesa della famiglia ha espresso la propria linea attraverso l'avvocato ed ex senatore Simone Pillon. "Prendiamo atto che non siano state rilevate irregolarità nel procedimento giudiziario in corso", ha dichiarato il legale, spostando immediatamente l'attenzione sul futuro del percorso civile. Pillon ha infatti preannunciato nuove azioni difensive volte a dimostrare il mutamento del quadro fattuale della famiglia, ponendo come obiettivo prioritario il rientro a casa dei minori nel loro superiore interesse. Parallelamente, l'Anm ha espresso rinnovata vicinanza ai magistrati dell'Aquila, evidenziando come siano stati oggetto di attacchi sistematici per aver semplicemente applicato la legge.