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Il caso

Famiglia nel bosco: i genitori disponibili a collaborare con i serivizi sociali di Atessa

Il legale annuncia la disponibilità della coppia, dai consulenti tecnici di parte 300 pagine contro la perizia d'ufficio

L'avvocato Simone Pillon
L'avvocato Simone Pillon
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Nella giornata di ieri, 20 maggio, al presidio di Atessa in provincia di Chieti, i coniugi britannici Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana di Palmoli, hanno formalizzato la propria totale disponibilità a intraprendere un percorso di supporto parentale.

La decisione, comunicata dal loro legale, l'avvocato Simone Pillon, giunge a seguito di un incontro chiarificatore con l'équipe di neuropsichiatria infantile e i servizi sociali, finalizzato a superare le passate divergenze e a porre al centro il benessere dei tre figli minori, attualmente collocati in una casa-famiglia dopo il provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale emesso dal Tribunale per i Minorenni dell'Aquila.

Il chiarimento con i servizi sociali di Atessa

L'incontro svoltosi in Abruzzo segna una potenziale svolta distensiva in una delle vicende giudiziarie e umane più discusse degli ultimi tempi. L'avvocato ha sottolineato come il colloquio con i responsabili del servizio sociale e della neuropsichiatria abbia permesso di affrontare con estrema franchezza le reciproche visioni.

Questo reciproco chiarimento è orientato a favorire una collaborazione leale tra le istituzioni e la famiglia, con l'obiettivo cardine di tutelare l'equilibrio psicologico dei bambini, i quali continuano a chiedere insistentemente quando potranno fare ritorno a casa.

Chiesta la nullità della perizia d'ufficio

I consulenti tecnici di parte della coppia, il noto psichiatra professor Tonino Cantelmi e la psicoterapeuta Martina Aiello, hanno depositato un corposo documento di oltre 300 pagine contenente dettagliate note critiche volte a dimostrare la totale nullità della perizia d'ufficio (CTU) redatta dalla dottoressa Ceccoli.

Secondo Cantelmi e Aiello, l'impianto metodologico e scientifico della relazione d'ufficio risulterebbe gravemente carente. Nel testo si evidenziano ben quindici macro-criticità: le conclusioni della perizia sarebbero basate su formule prevalentemente ipotetiche e probabilistiche, prive di solidi e diretti riscontri clinici. La critica più severa mossa dai consulenti riguarda il fatto che i minori non sarebbero stati ascoltati né osservati attraverso colloqui strutturati, omettendo l'analisi diretta delle dinamiche relazionali tra genitori e figli all'interno del nucleo.

Il trauma da separazione

Un altro pilastro delle contestazioni depositate dalla difesa riguarda la presunta sottovalutazione dell'impatto emotivo legato al repentino allontanamento dei minori dalla dimora familiare e dal loro successivo inserimento in una struttura comunitaria. Secondo le note dei professori, la CTU avrebbe completamente ignorato la letteratura scientifica internazionale riguardante il trauma da separazione, determinando un potenziale pregiudizio per la salute psicofisica dei piccoli.

Le dichiarazioni ufficiali

«Confermo la piena e totale disponibilità dei genitori a intraprendere un percorso di supporto parentale, anche per essere validamente aiutati a meglio sostenere i loro figli nella delicata e complessa situazione che stanno vivendo in questo momento», ha dichiarato l'avvocato Simone Pillon. «Rinnovo l'auspicio di una collaborazione che sia il più possibile leale e costruttiva con tutti gli operatori coinvolti nella vicenda, inclusi i servizi sociali e i dirigenti della casa famiglia, per risolvere rapidamente questa grave situazione e garantire il preminente interesse dei minori.»

La formale istanza e la contestuale opposizione scientifica alla relazione tecnica aprono adesso un nuovo scenario davanti ai magistrati aquilani. La ridefinizione delle linee difensive della famiglia nel bosco, tesa a dimostrare sia l'idoneità affettiva sia la forte volontà di conformarsi ai percorsi di monitoraggio istituzionali, costringerà i periti e i servizi ad un attento riesame.

La speranza dei legali e dei consulenti di parte rimane quella di una rapida e graduale revoca della sospensione della potestà, permettendo ai tre bambini di riabbracciare stabilmente i propri genitori in un contesto assistito e sicuro.