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Il caso

Famiglia nel bosco, al via l'udienza in Corte d'Appello

Gli avvocati contestano l'allontanamento della madre e segnalano il grave disagio psicologico dei minori

La sede dell'Aquila
La sede dell'Aquila
di Luca Di Renzo
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CHIETI. È in corso in Corte d’appello l’udienza a trattazione scritta, secondo le modalità previste dalla riforma Cartabia, riguardante il ricorso presentato dai legali della “famiglia del bosco”. La difesa si oppone alla decisione del tribunale per i minorenni dell’Aquila che, lo scorso 6 marzo, ha disposto l’allontanamento della madre dalla struttura in cui sono ospitati i suoi tre figli.

​Il ricorso, curato dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, punta l’indice sulla presunta “unilateralità” del provvedimento. Secondo i legali, i giudici avrebbero basato la propria decisione esclusivamente sulle relazioni dei servizi sociali, ignorando i pareri della Asl. Questi ultimi, infatti, suggerivano di favorire il ripristino della consuetudine affettiva e la continuità dei legami familiari, nonostante il primo allontanamento dall’abitazione di Palmoli avvenuto nel novembre 2025.

​Le 37 pagine depositate in Corte d’Appello sottolineano inoltre come le criticità abitative originarie siano state risolte. Di particolare rilievo sono le perizie di parte firmate dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa Martina Aiello, che descrivono una sofferenza psicologica significativa dei bambini. Gli esperti avvertono che il distacco prolungato dai riferimenti affettivi primari rischia di generare danni duraturi alla costruzione dell'identità dei minori, rendendo urgente il ripristino del nucleo familiare di origine.