L'emergenza
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di Luca Di Renzo

CHIETI. Un sussurro carico di dolore che rompe il protocollo freddo delle aule giudiziarie: «Voglio tornare a casa». Queste parole, pronunciate con gli occhi lucidi da uno dei tre fratellini protagonisti del caso dei «bambini del bosco», sono state rese note dallo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte per i genitori Catherine e Nathan Trevallion.
Lo sfogo
L'episodio è avvenuto durante l’incontro informale nell'ambito della consulenza tecnica d'ufficio delle ultime ore. A raccogliere lo sfogo è stata la psicoterapeuta Martina Aiello, che collabora con Cantelmi. Secondo il racconto, la dottoressa ha notato lo sguardo lucido del piccolo e, avvicinandosi, gli ha chiesto cosa volesse riferire alla madre. La risposta è stata un appello diretto, poi ripetuto con coraggio anche davanti alla consulente del tribunale per i minorenni dell'Aquila, Simona Ceccoli.
L'interazione, definita da Cantelmi come un momento «straziante e autentico», getterebbe una nuova luce sulla condizione psicologica dei minori. Lo psichiatra ha lodato la disponibilità all'ascolto mostrata dalla dottoressa Ceccoli, sottolineando come, dopo questo episodio, i bambini siano apparsi sensibilmente più spontanei durante le videochiamate con la madre.
Secondo il perito, questo evento dimostra la necessità di dare priorità al vissuto autentico dei minori, criticando implicitamente l'istituzionalizzazione involontaria che ha stravolto le loro vite. «Non ho risparmiato critiche alla perizia - ha concluso Cantelmi - ma ora sento il dovere di sottolineare la sensibilità umana emersa in questo frangente. Tutelare questi bambini significa restituire loro il diritto alla propria famiglia».
Incontro alla Camera
Domani, mercoledì 22 aprile 2026, la vicenda della 'famiglia del bosco' tornerà nelle sedi istituzionali italiane. I genitori Nathan e Catherine Trevallion, la coppia anglo-australiana protagonista di un complesso caso giudiziario e sociale, saranno presenti a Roma nella sala stampa della Camera dei Deputati alle ore 17:30. L’evento, promosso dalla presidente della commissione per l’Infanzia Michela Brambilla, nasce come momento di riflessione pubblica sulla loro storia, coinvolgendo figure di spicco della psicologia e delle istituzioni per analizzare le criticità emerse nel percorso di allontanamento dei figli.
Un tavolo tecnico con i massimi esperti del settore
L'appuntamento non sarà solo un’esposizione dei fatti, ma un vero e proprio dibattito scientifico e clinico. Al tavolo dei relatori siederanno professionisti del calibro di Daniela Chieffo, direttrice della Psicologia clinica del policlinico Gemelli di Roma, e Massimo Ammaniti, celebre psicanalista e neuropsichiatra infantile.
Il punto di vista istituzionale sarà rappresentato da Marina Terragni, Garante nazionale per l’infanzia, il cui ruolo è fondamentale per valutare se le procedure adottate finora abbiano rispettato i diritti primari dei minori coinvolti.
Il ruolo dei consulenti e la strategia legale
Oltre agli esperti indipendenti, l'incontro vedrà la partecipazione attiva degli avvocati che seguono la famiglia nelle diverse sedi giudiziarie. Sarà inoltre presente Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente di parte, che fornirà una prospettiva tecnica sulla salute mentale dei genitori e sulle capacità genitoriali della coppia.
L’obiettivo dell’incontro alla Camera dei Deputati è quello di far luce su un caso che ha diviso l’opinione pubblica, cercando una sintesi tra il diritto dei genitori a un modello educativo non convenzionale e il dovere dello Stato di garantire la sicurezza e il benessere psicofisico dei bambini.
La vicenda ha sollevato interrogativi cruciali sulla libertà di scelta delle famiglie e sui confini dell'intervento dei servizi sociali. Il confronto di domani rappresenta un passaggio chiave per comprendere se vi siano stati margini di errore o se la mediazione tra esperti possa portare a una risoluzione condivisa per il futuro della famiglia.