Il caso
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di Luca Di Renzo

VASTO. Importante operazione di contrasto al traffico di sostanze illecite all'interno della casa lavoro di Vasto, dove gli agenti della polizia penitenziaria hanno portato a termine un ingente sequestro di droga e armi rudimentali. Durante una perquisizione straordinaria condotta nei reparti detentivi, i baschi blu hanno rinvenuto 270 grammi di hashish, un punteruolo e un coltello artigianale. L'operazione, coordinata dal dirigente Sandro Sabatini, ha interessato in particolare la sezione del primo piano dedicata agli internati, confermando l'efficacia dei controlli interni nonostante le croniche carenze di organico.
L'ispezione è stata eseguita da un team di sette agenti sotto la supervisione di un sostituto commissario coordinatore. Un elemento di rilievo sottolineato dai sindacati di categoria è che il ritrovamento dello stupefacente è avvenuto grazie all'intuito e all'esperienza professionale del personale, senza il supporto delle unità cinofile. Il materiale era stato accuratamente occultato all'interno delle celle, ma la meticolosità degli accertamenti ha permesso di intercettare sia la sostanza stupefacente che gli oggetti atti a offendere.
Nel corso delle operazioni non sono mancati momenti di tensione. Al momento della scoperta del materiale illecito, alcuni detenuti hanno reagito con ostilità, aggredendo fisicamente due agenti di polizia penitenziaria. Fortunatamente, i poliziotti coinvolti non hanno riportato gravi conseguenze, ma l'episodio riaccende i riflettori sulla pericolosità e sul clima di tensione che si respira all'interno della struttura di Vasto.
Sull'accaduto è intervenuto il segretario nazionale del sindacato di polizia penitenziaria, Mauro Nardella, che ha espresso il proprio plauso ai colleghi per l'ottimo risultato conseguito. Al contempo, il rappresentante sindacale ha evidenziato come il sequestro rappresenti solo "la punta di un iceberg" in un sistema penitenziario spesso privo di adeguate risorse umane e strumentali. Le indagini ora proseguiranno per accertare come la droga e i materiali per le armi siano stati introdotti nel carcere.
L’attenzione delle autorità resta massima per prevenire ulteriori episodi di spaccio e per garantire la sicurezza del personale operante e della popolazione detenuta nella struttura teatina.