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L'appello

Agricoltura, Cia Chieti-Pescara lancia l'allarme: "Redditività e acqua al centro, il solo aiuto sul carburante non basta"

Il settore primario soffre la chiusura delle imprese: per il presidente Domenico Bomba occorre intervenire sulla filiera vitivinicola e sulla politica agricola

Domenico Bomba
Domenico Bomba
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Domenico Bomba presidente della Confederazione italiana agricoltori di Chieti-Pescara oggi, 26 ottobre, ribadisce un concetto che non lascia adito a dubbi interpretativi: “Il carburante è una voce del bilancio, occorre garantire un reddito alle imprese per permetterle di andare avanti”.

Secondo dati della Camera di commercio sul secondo trimestre 2026, rispetto al giugno 2025, il comparto agricoltura - pesca - silvicoltura registra 199 imprese in meno in provincia di Chieti (- 1,8%) e 75 in meno in quella di Pescara (-2%). In totale le imprese registrate nel settore, nelle due province, sono 14.850 e, un'impresa su quattro, appartiene al primo settore nella provincia di Chieti.

La Cia sostiene che nelle due province considerate il punto di partenza debba essere dato dal valore delle produzioni e dalla capacità della filiera vitivinicola di remunerare il lavoro di soci e conferitori.

“Occorre un confronto regionale per la filiera vitivinicola affinché si possa riuscire a valorizzare le denominazioni. Non solo questo. Occorre dare tempi ai pagamenti e sostenere l'economia dei conferimenti. Anche l'olivicoltura richiede più attenzione, perché alle spese produttive si aggiungono le esigenze di irrigazione, la gestione del rischio climatico e l'anticipo di liquidità per potere lavorare”, così prosegue Bomba.

Per la Cia, "anche sulla bonifica accogliamo positivamente le nuove risorse, ma chiediamo chiarezza sui finanziamenti pregressi, annunciati e segnalati come non ancora erogati". La stagione irrigua 2027, prosegue Bomba, va programmata adesso. La manovra regionale prevede 4,15 milioni di euro per il caro gasolio e 1,8 milioni per i consorzi di bonifica.