Basket: A2
Roseto “in finestra” dopo il ko con Cento: la Liofilchem aspetta Ruvo o Pistoia nella finale playout
di Giuliano De Matteis

TERAMO. Anche se al pubblico biancorosso sembra non interessare più di tanto - i 900 paganti scarsi di domenica 10 maggio lo dicono chiaro - il Teramo è per il secondo anno di fila nella finale dei playoff di Serie D. E come un anno fa potrà giocarla in casa, visto che il Notaresco ha fatto l'ennesimo miracolo della sua straordinaria stagione andando a vincere ad Ancona nei supplementari. E' possibile che anche quest'anno vincere i playoff non servirà a salire in C, ma intanto _ anche alla luce della sconfitta della Pistoiese, che fino a ieri era davanti a tutti nella griglia dei possibili ripescaggi - per la banda Pomante - l'occasione di tenere acceso un lumicino di speranza c'è, ed è ghiotta. E' vero che il Notaresco delle sorprese è un osso duro, ma è innegabile che è tutt'altra cosa giocare la finale in casa, potendo anche pareggiarla, rispetto al dovere andarla a vincere ad Ancona.
La partita contro l’Atletico Ascoli
Con l'Atletico Ascoli è stata la partita difficile che ci si aspettava: il Teramo ha evitato i supplementari allo scoccare del novantesimo sfruttando un calcio piazzato, ovvero una punizione dai 20 metri calciata magistralmente da Pietrantonio che ha mandato la palla a sbattere sotto l'incrocio dei pali e a rimbalzare sulla testa di Botrini. Su un altro piazzato, il primo angolo della partita, il Diavolo si era portato in vantaggio dopo appena nove minuti di un primo tempo che era cominciato, e sarebbe andato avanti fino all'intervallo, con una schiacciante prevalenza territoriale degli ospiti: era stato Pavone a metterla dentro da pochi passi raccogliendo la respinta del portiere su colpo di testa di Borgarello. Nel primo tempo i biancorossi hanno gestito male questo provvidenziale vantaggio, schiacciandosi in massa nell'ultimo quarto di campo difensivo e concedendo all'Atletico non solo di girar palla indisturbato, ma anche di arrivare al tiro una decina di volte. Dopo una serie di conclusioni finite a lato, neutralizzate da Torregiani o respinte dai difensori, l'1-1 è arrivato al 40' su rigore. L'arbitro ha giudicato fallosa un'entrata di Alessandretti su Maio nel mischione seguito a una respinta di Torregiani su tiro di Minicucci, e lo stesso Maio ha trasformato dal dischetto. In precedenza va detto che il Teramo aveva reclamato due volte il rigore per una respinta di braccio su tiro di Njambe e per un atterramento di Carpani, non senza qualche ragione.
La ripresa e il cambio di atteggiamento
Nelll'intervallo il Diavolo ha capito che restando così passivo l'avrebbe persa, così al rientro in campo ha alzato il baricentro, ha fatto pressione alta sulla partenza dell'azione avversaria e in questo modo ha tenuto lontano dalla propria porta un Atletico che, dal canto suo, non ha più trovato giocate incisive, né ha tratto giovamento dalle sostituzioni. Per tutta la ripresa, fino al gol di Botrini, sul taccuino sono finiti solo un nuovo reclamo di Njambe, affossato in area da Nonni, e un tiro abbondantemente a lato di Maio.
L’attesa del risultato da Ancona
Concluso il lungo recupero, e festeggiata la prima vittoria sull'Atletico Ascoli dopo tre pareggi e una sconfitta nei quattro precedenti, il Teramo e il suo pubblico hanno atteso con curiosità l'esito dei supplementari di Ancona. Sulla finale di domenica prossima una cosa appare già certa: ci saranno più pubblico, e un ambiente decisamente più caldo, rispetto a oggi.
Le pagelle
Torregiani 6.5 - Nel primo tempo è costretto a diversi interventi. Intuisce il rigore di Maio, non lo para per un soffio.
Botrini 6 - Non la sua miglior partita, anzi: ma trova al 90' il gol che la decide.
Alessandretti 6.5 - Solito baluardo. L'arbitro gli fischia contro un rigore che lascia qualche dubbio.
Bruni 6 - Prova solida, difficile vederlo sbagliare.
Salustri 6.5 - Macina chilometri sulla fascia destra. Borgarello
Vitali 6.5 - Nel finale di stagione è stato lui il leader del centrocampo. Ha tanta gamba e personalità da vendere.
Carpani 5.5 - Partita da operaio, anonima, senza alcun guizzo degno di nota.
Pietrantonio 6.5 - Il suo delicato piede sinistro non tradisce mai e propizia la rete della vittoria.
Pavone 7 - Segna l'1-0, poi si sbatte a difendere e ripartire. Prezioso.
Sereni 5.5 - Da un po' non è quello dei giorni migliori, convive con problemi fisici che lo limitano.
Mariani (26' st) 5.5 - Non entra benissimo in partita.
Njambe 5 - La squadra non lo assiste, d'accordo, ma lui non ne azzecca una. Irritante.
Il tabellino
TERAMO (3-4-2-1): Torregiani; Botrini, Alessandretti, Bruni; Salustri (47' st Costanzi), Borgarello Vitali, Carpani, Pietrantonio; Pavone (48' st Cipolletti), Sereni (26' st Mariani); Njambe (30' st Persano). A disposizione: Barbacani, Angiulli, Messori, Della Quercia, Kunze. Allenatore: Pomante.
ATLETICO ASCOLI (3-3-3-1): Di Giorgio; Mazzarani, D'Alessandro (13' st Feltrin), Nonni (21' st De Santis); Bucco, Vechiarello, Antoniazzi; Minicucci, Coppola (21' st Forgione), Sbrissa (37' st Muro); Maio (33' st Didio). A disposizione: Viganò, Oddi, Gafuri, Carbone. Allenatore: Seccardini.
ARBITRO: Piccolo di Pordenone.
RETI: nel pt 9' Pavone, 40' Maio (rig.); nel st 45' Botrini.
NOTE: spettatori un migliaio (880 paganti). Ammoniti Borgarello Vitali, Cipolletti, Nonni, Vechiarello, Sbrissa, Forgione. Angoli 4-1. Recupero 1' pt, 6' st.