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Di Francesco sicuro: «Retrocessione amara, ma il Pescara sa come risalire la china»

Il tecnico, pescarese doc e alla guida del Delfino artefice della promozione in B nel 2010, ha parlato dei biancazzurri attesi dal campionato di Serie C

Eusebio Di Francesco al premio Galeone
Eusebio Di Francesco al premio Galeone
di Giuliano De Matteis
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PESCARA. Non solo Massimiliano Allegri, fresco di passaggio dalla panchina del Milan a quella del Napoli.

C'era anche il pescarese Eusebio Di Francesco tra gli ex biancazzurri presenti a Pescara per la cerimonia del “Premio Giovanni Galeone”, a margine della quale il 56enne tecnico (che aspetta di conoscere il proprio futuro dopo aver conquistato la salvezza in A con il Lecce) ha parlato del “maestro” e del Delfino.

Di Francesco e il ricordo di Galeone

«Galeone è un'icona per quello che ha fatto, per il sorriso che ha portato alla gente e per il modo di vedere il calcio, che un po' si avvicina a quello di un altro ex biancazzurro come Zeman – ha detto Di Francesco rispondendo alle domande dei cronisti -. Due allenatori con principi diversi ma con lo stesso modo di lavorare e con la voglia di prevalere sugli avversari e di fare un gol più degli altri».

Le parole del tecnico pescarese sul Delfino

Così invece sulla recente retrocessione in Serie C del Pescara: «Ci siamo rimasti tutti male - ha spiegato da tifoso -, ci aspettavamo un altro finale perché la squadra era riuscita a riprendersi. È un peccato, ma il Pescara è stato sempre capace di risalire la china e io stesso sono stato con orgoglio tra gli artefici di una promozione in B - ha detto citando l'impresa compiuta ai playoff nel 2010 -. Per quello ricordo il Pescara e le persone che ci sono dentro con grande affetto, perché mi hanno dato la possibilità di allenare la squadra della mia città».