Sicurezza Informatica
Cybercrime Abruzzo, è allarme: netto aumento di attacchi hacker
di Luca Di Renzo

L'Aquila. Sulmona si fa notare in negativo per i tempi lunghissimi - addirittura si arriva a 1.420 giorni - mentre Vasto e Chieti sono i tribunali più efficienti secondo Confartigianato, che ha lanciato un allarme. Sono infatti in crescita i tempi della giustizia civile in materia di lavoro privato, che comprende procedimenti riguardanti lavoro dipendente da privato, lavoro parasubordinato e licenziamento individuale/collettivo. L'associazione denuncia che il disposition time medio a livello nazionale è salito a 401 giorni.
Si fanno notare invece in positivo i tribunali di Vasto e Chieti rispettivamente con appena 109 e 137 giorni. Fanno meglio di Gorizia, con 146 giorni, e di Siena con 161 giorni.
Chi fa meglio
A livello regionale, le migliori performance si registrano in Valle d'Aosta con 238 giorni, Lombardia con 240 giorni, Trentino-Alto Adige con 246 giorni, Emilia-Romagna con 255 giorni e Piemonte con 279 giorni.
Chi sta in coda
Mentre le maggiori criticità emergono in Basilicata con 933 giorni, Sardegna con 662, Molise con 607 giorni, Sicilia con 569 giorni e Calabria con 564 giorni. Anche in questo caso il divario territoriale è netto: nel Centro-Nord i procedimenti di lavoro sono più celeri con una media di 321 giorni, contro i 513 giorni del Mezzogiorno.
Urgente la riduzione dei tempi
Per il presidente di Confartigianato Marco Granelli «I tempi lunghi della giustizia civile rappresentano un freno allo sviluppo. Soprattutto per le piccole imprese sostenere contenziosi prolungati e l’incertezza sulla durata delle decisioni giudiziarie può significare rinunciare a investimenti, occupazione e crescita».
Confartigianato chiede che la riduzione dei tempi della giustizia civile torni a essere una priorità dell’agenda economica, rafforzando organici, organizzazione e incentivi negli uffici giudiziari e intervenendo sulle cause strutturali dell’arretrato. Serve un sistema giudiziario rapido ed efficiente, avverte la Confederazione, per garantire la competitività e non vanificare gli sforzi di rilancio previsti dal PNRR, soprattutto nei territori e nei settori produttivi più fragili.