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Riciclaggio

Sfruttavano benefici per il sisma 2009 e trasferivano 200 milioni in Asia: otto arresti e 44 denunce

È la maxi operazione "Green River" dell Gdf: sgominato il sistema bancario sotterraneo cinese e sequestrati 31 milioni di euro

Sfruttavano benefici per il sisma 2009 e trasferivano 200 milioni in Asia: otto arresti e 44 denunce
di Luca Di Renzo
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L'AQUILA. La Guardia di Finanza, nella mattinata del 15 giugno, ha portato a termine l'operazione Green River, che ha smantellato un sistema bancario sotterraneo cinese operante in Italia con base nel lodigiano, a conclusione delle indagini avviate nel 2024, per contrastare un'associazione per delinquere dedotta all'autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Il sistema ha permesso il trasferimento illegale in Cina di oltre 200 milioni di euro. Le indagini sono partite da una società fittizia, una vera e propria “cartiera”, che ha facilitato il riciclaggio di enormi capitali. L'organizzazione criminale ha utilizzato le fatture per operazioni inesistenti come motore principale per drenare risorse verso l'estero.

Tra le condotte illecite più gravi emerge l'utilizzo indebito delle normative di favore. Alcune delle società coinvolte hanno sfruttato i benefici previsti per il sisma dell'Aquila del 2009 e le misure di sostegno legate alla pandemia Covid-19 del 2019. Attraverso questi strumenti, hanno inserito in contabilità crediti totalmente inesistenti, riuscendo a compensare debiti fiscali, previdenziali e assicurativi.

L'operazione ha portato all'arresto di otto persone e alla denuncia di altre 44 per associazione per delinquere, autoriciclaggio ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Nel corso dell'intervento, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo di beni e valori per un totale di 31 milioni di euro.