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di Redazione cronaca

Il 2025 si chiude in Abruzzo con temperature mediamente più alte di 1°C rispetto al riferimento climatologico 1991-2020. Un dato che colloca l’anno appena trascorso come il quarto più caldo della serie storica dal 1974, confermando una tendenza ormai consolidata: tutti gli anni più caldi si concentrano dopo il 2000.
Piogge in diminuzione
Sul fronte delle precipitazioni, il quadro mostra un deficit medio regionale dell’8%, che rende il 2025 il 22° anno più secco della serie. Tuttavia, spiegano i ricercatori, non emerge una tendenza lineare verso anni sempre più aridi o più piovosi: l’andamento resta irregolare.
Le cause meteo
Secondo il rapporto, il Mediterraneo è stato interessato dallo scontro tra masse d’aria fresca e umida dal Nord Atlantico e perturbazioni atlantiche occidentali. Questo ha favorito piogge più abbondanti sul Centro-Nord Italia e più scarse al Centro-Sud, con l’Abruzzo in una posizione intermedia ma esposta prevalentemente a correnti meridionali.
Le aree più colpite
Le anomalie termiche più elevate sono state registrate a Campotosto (+2,0°C), mentre le più contenute a Guardiagrele (+0,4°C). Per le precipitazioni, i cali maggiori si sono osservati a Castel del Monte (-59%) e Lanciano (-42%).
Il confronto storico
Nel bilancio complessivo della serie regionale, il 1976 resta l’anno più freddo e più umido, il 2022 il più secco e il 2024 il più caldo in assoluto. Il 2025 si inserisce dunque in una fase climatica segnata da temperature elevate e crescente variabilità.