Tradizione
Tornimparte, il paese in cui il presepe è magia - La classifica della "Strada dei Presepi": tutti i nomi
di Redazione L'Aquila

Si amplia l’allerta sui pandori realizzati in uno stabilimento di Desio, in provincia di Monza e Brianza. Dopo il ritiro del pandoro classico a marchio Vergani, il Ministero della Salute ha segnalato nuovi richiami che coinvolgono ulteriori lotti e diversi brand della grande distribuzione, a causa della possibile presenza di materiali estranei all’interno dei prodotti.
Le cause del provvedimento
Gli accertamenti hanno evidenziato un problema legato ad alcuni stampi impiegati nella fase di cottura, dai quali si sarebbero distaccate particelle del rivestimento antiaderente in PTFE, finite poi nell’impasto. La presenza di questi frammenti potrebbe comportare un rischio fisico per i consumatori. La criticità è emersa nel corso di un’ispezione condotta il 31 dicembre dall’Ats Brianza presso lo stabilimento dolciario, che rifornisce più marchi e catene della GDO. Gli operatori hanno riscontrato un deterioramento degli stampi durante la cottura, con il conseguente rilascio di residui sul prodotto, circostanza che ha portato al ritiro immediato delle confezioni interessate.
I marchi interessati Oltre al brand Vergani, il richiamo riguarda anche prodotti commercializzati con i marchi Piaceri Mediterranei e Novaldo, tutti provenienti dallo stesso sito produttivo.
I prodotti e i lotti coinvolti
Indicazioni per i consumatori Chiunque abbia acquistato uno dei prodotti interessati è invitato a non consumarlo e a restituirlo al punto vendita, dove potrà ottenere la sostituzione o il rimborso. Il richiamo è stato attivato a titolo precauzionale per garantire la tutela della salute dei consumatori.